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14:44 giovedì 20 agosto 2026
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

È comparso un lago nel bel mezzo del deserto del Sahara

22 Ottobre 2024

Si chiama Sebkha el Melah, si trova in Algeria e lo si riesce a vedere dallo spazio. Come scrive Isaac Schultz su Gizmodo, si tratta di un “lago effimero”, un corpo d’acqua formatosi dopo le abbondantissime piogge cadute tra settembre e ottobre in quella zona del deserto del Sahara tra Algeria, Marocco, Tunisia e Libia. La foto che vedete qui sotto l’ha scattata l’Operational Land Imager-2 che si trova a bordo del Landsat 9 della Nasa. Confrontandola con una foto della stessa zona, scattata dallo stesso satellite, si nota immediatamente la differenza: la macchia verde acqua che è stata poi battezzata Sebkha el Melah.

L’importanza di questo lago effimero sta nel fatto che permette agli studiosi di indagare il Sahara che non esiste più, vale a dire il Sahara prima che diventasse un deserto. Migliaia di anni fa, infatti, questa stessa zona era estremamente più umida e probabilmente ospitava una vegetazione rigogliosa. Oltre che per questa ragione, Sebkha el Melah è importante anche perché rappresenta una rarissima abbondanza di acqua in una zona del pianeta in cui ogni anno si registrano dieci centimetri di precipitazioni: gli animali che vivono nel deserto del Sahara difficilmente si possono godere il lusso di acqua fresca e in gran quantità e facilmente reperibile.

In questo momento, Sebkha el Melah è pieno ancora per il 33 per cento, copre un’area di 191 chilometri quadrati e nel punto più profondo si segnano più di due metri. Potrebbe rimanere così a lungo, anche per anni: l’ultima volta che un lago effimero si è formato con le stesse modalità e nella stessa zona, sono passati quattro anni (dal 2008 al 2012) prima che l’acqua evaporasse tutta quanta.

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