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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

I (pochi) turisti stranieri in vacanza in Corea del Nord sono rimasti molto impressionati dalla falsa Ikea e dal falso Starbucks di Pyongyang

In tutto e per tutto simili ai loro corrispettivi occidentali e capitalisti, e anche un tantino più cari.

26 Agosto 2025

Come passano il tempo i cittadini della Repubblica Popolare Democratica di Corea? A giudicare dalle foto e dai video pubblicati in un recente articolo del New York Times, in maniera non tanto diversa dai cittadini del resto del mondo. Quando non sono impegnati in elaborate ed entusiastiche coreografie per le pubbliche uscite di Kim Jong-un, i nordcoreani si divertono ad acquistare mobili a prezzi contenuti presso un negozio che somiglia moltissimo a Ikea, ma che non è Ikea, e a sorseggiare specialty coffee in un bar che somiglia moltissimo a Starbucks, ma che non è Starbucks.

È strano dirlo, trattandosi di un Paese che della retorica anti occidentale ha fatto il caposaldo della sua propaganda e azione politica. Ma così è, almeno a giudicare dalle testimonianze che tre turisti – un viaggiatore russo, un maratoneta svedese e uno studente cinese – hanno inviato al New York Times. Posto che per i tre è stato implementato lo stringentissimo divieto di filmare i cantieri edilizi e il personale militare, della falsa Ikea e del falso Sturbucks ci sono arrivate foto piuttosto chiare. Nel primo si vendono mobili e oggetti d’arredamento in tutto e per tutto simili a quelli Ikea. Pure i nomi sono molto simili o proprio identici, tanto che viene il dubbio che quella in vendita presso Rangrang Patriotic Geumganggwan, questo il nome del negozio, sia merce contrabbandata, considerando che le sanzioni ai danni della Corea del Nord impediscono alle aziende, anche qualora lo volessero, di intrattenere rapporti con la Repubblica Popolare Democratica (e infatti sia Starbucks che Ikea hanno negato qualsiasi coinvolgimento in questa storia).

Per quanto riguarda il falso Starbucks, invece, le cose si fanno ancora più strane. Lo studente cinese che ha raccontato al Nyt la sua esperienza presso il Mirai Reserve, questo il nome del falso Starbucks (sarà un caso, ma la catena di caffetterie d’alto bordo di Starbucks si chiama appunto Starbucks Reserve, e, anche questo sarà un caso, anche il logo di Mirai Reserve somiglia moltissimo a quello del quasi omonimo americano), ha detto di aver pagato tutto in dollari americani e di aver speso pure una discreta cifra: 25 dollari per tre caffè. Una cifra che pochissimi nordcoreani potrebbero permettersi, considerato il fatto che, secondo il ministero dell’Unificazione della Corea del Sud, lo stipendio medio pro capite in Corea del Nord è di mille dollari all’anno. La falsa Ikea e il falso Starbucks, dunque, sono un segno della turistificazione che arriva persino in uno dei luoghi più inaccessibili del mondo? Lo sforzo cosmetico di Kim, questo tentativo di mostrare il volto turistico del socialismo (è di qualche tempo fa la notizia dell’apertura di un resort a Wonsan Kalma), è per il turista o per il residente? Vai a sapere, è molto difficile, per come stanno le cose, immaginare di andare a fare un reportage sull’overtourism in Corea del Nord.

Leggi anche: Se c’è un posto che non soffrirà mai di overtourism è certamente il resort appena inaugurato da Kim Jong-un in Corea del Nord

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