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09:24 venerdì 4 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

I (pochi) turisti stranieri in vacanza in Corea del Nord sono rimasti molto impressionati dalla falsa Ikea e dal falso Starbucks di Pyongyang

In tutto e per tutto simili ai loro corrispettivi occidentali e capitalisti, e anche un tantino più cari.

26 Agosto 2025

Come passano il tempo i cittadini della Repubblica Popolare Democratica di Corea? A giudicare dalle foto e dai video pubblicati in un recente articolo del New York Times, in maniera non tanto diversa dai cittadini del resto del mondo. Quando non sono impegnati in elaborate ed entusiastiche coreografie per le pubbliche uscite di Kim Jong-un, i nordcoreani si divertono ad acquistare mobili a prezzi contenuti presso un negozio che somiglia moltissimo a Ikea, ma che non è Ikea, e a sorseggiare specialty coffee in un bar che somiglia moltissimo a Starbucks, ma che non è Starbucks.

È strano dirlo, trattandosi di un Paese che della retorica anti occidentale ha fatto il caposaldo della sua propaganda e azione politica. Ma così è, almeno a giudicare dalle testimonianze che tre turisti – un viaggiatore russo, un maratoneta svedese e uno studente cinese – hanno inviato al New York Times. Posto che per i tre è stato implementato lo stringentissimo divieto di filmare i cantieri edilizi e il personale militare, della falsa Ikea e del falso Sturbucks ci sono arrivate foto piuttosto chiare. Nel primo si vendono mobili e oggetti d’arredamento in tutto e per tutto simili a quelli Ikea. Pure i nomi sono molto simili o proprio identici, tanto che viene il dubbio che quella in vendita presso Rangrang Patriotic Geumganggwan, questo il nome del negozio, sia merce contrabbandata, considerando che le sanzioni ai danni della Corea del Nord impediscono alle aziende, anche qualora lo volessero, di intrattenere rapporti con la Repubblica Popolare Democratica (e infatti sia Starbucks che Ikea hanno negato qualsiasi coinvolgimento in questa storia).

Per quanto riguarda il falso Starbucks, invece, le cose si fanno ancora più strane. Lo studente cinese che ha raccontato al Nyt la sua esperienza presso il Mirai Reserve, questo il nome del falso Starbucks (sarà un caso, ma la catena di caffetterie d’alto bordo di Starbucks si chiama appunto Starbucks Reserve, e, anche questo sarà un caso, anche il logo di Mirai Reserve somiglia moltissimo a quello del quasi omonimo americano), ha detto di aver pagato tutto in dollari americani e di aver speso pure una discreta cifra: 25 dollari per tre caffè. Una cifra che pochissimi nordcoreani potrebbero permettersi, considerato il fatto che, secondo il ministero dell’Unificazione della Corea del Sud, lo stipendio medio pro capite in Corea del Nord è di mille dollari all’anno. La falsa Ikea e il falso Starbucks, dunque, sono un segno della turistificazione che arriva persino in uno dei luoghi più inaccessibili del mondo? Lo sforzo cosmetico di Kim, questo tentativo di mostrare il volto turistico del socialismo (è di qualche tempo fa la notizia dell’apertura di un resort a Wonsan Kalma), è per il turista o per il residente? Vai a sapere, è molto difficile, per come stanno le cose, immaginare di andare a fare un reportage sull’overtourism in Corea del Nord.

Leggi anche: Se c’è un posto che non soffrirà mai di overtourism è certamente il resort appena inaugurato da Kim Jong-un in Corea del Nord

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