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08:40 giovedì 4 giugno 2026
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Per Alfonso Cuarón, La zona d’interesse è il film più importante del secolo

06 Febbraio 2024

Lo scorso 1 febbraio, Alfonso Cuarón – il regista di Roma, con il quale ha vinto l’Oscar per la Miglior regia nel 2019, e di Gravity – ha incontrato Jonathan Glazer presso il cinema FBI Southbank di Londra in occasione dell’uscita nella sale britanniche della Zona d’interesse, l’ultimo, attesissimo, film del regista inglese tratto dall’omonimo romanzo di Martin Amis. Come riportato da Deadline, nel corso della lunga conversazione tra i due registi, Cuarón ha elogiato più volte il film di Glazer, definendolo «probabilmente il più importante di questo secolo, sia per il suo approccio cinematografico che per la complessità del tema che tratta».

Presentato lo scorso maggio al Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il Grand Prix e una standing ovation di sei minuti, La zona d’interesse – che arriverà nei cinema italiani il prossimo 22 febbraio – sta riscuotendo un notevole successo tra pubblico e critica: è stato premiato nelle categorie Miglior film e Miglior regista ai London Film Critics’ Awards che si sono tenuti la scorsa domenica e ha ricevuto ben cinque candidature ai prossimi Oscar come Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior sonoro e Miglior film internazionale.

Fatta eccezione per quest’ultima categoria, nelle altre La zona d’interesse dovrà confrontarsi con un altro “film più importante del secolo”. Precisando di non essere «una groupie di Nolan», lo scorso luglio Paul Schrader scriveva a proposito di Oppenheimer sul suo profilo Facebook: «Il migliore e più importante film del secolo. Se c’è un film da vedere questo’anno al cinema quel film è Oppenheimer». Non resta allora che aspettare la cerimonia degli Oscar il prossimo 10 marzo, per scoprire quale tra i dei due film più importanti del secolo riceverà anche l’ambito premio per il Miglior film. 

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Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, racconta trent'anni di arte contemporanea – e il sogno veneziano diventato realtà.