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16:21 sabato 5 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

La stagione degli oggetti

15 Aprile 2011

Ovvero il Salone del Mobile che per i 50 anni non (si) rivoluziona ma tenta di espandersi a macchia d’olio tra nuove zone/volti. In corsa quello che finora ci è piaciuto di più.

L’uomo.

Oskar Zieta ha una storia che già di per sé ci piace. E ci fa sentire meno distanti da quel design tutto sedie/luci che ancora rimane una confusa metafora per addetti ai lavori. Lui master nel tecno design dopo gli studi ha messo all’opera tutta la famiglia (come afferma candido in bio) e ora “Oskar” è una società a conduzione familiare che genera sogni. E design. Debutta in Italia da Cardi Black Box con Zieta BazAir, un’installazione che prevede sgabelli effetto gonfiabili (in realtà in resina, alluminio e finishing perlato) che si alzano in cielo grazie a palloni gonfiabili da accaparrarsi sbracciandosi. Se freschi di lettura di Shane Jones (Io sono febbraio, ISBN) vi sembrerà davvero tornata la Primavera del bello.

La via.

Più difficile da intercettare, meno chiassosa e davvero Fuori Salone. La tranquillità (e bellezza) della zona di Lambrate si presta a diventare l’antitesi alla Fiera di Rho, nei pochi edifici industrial rimasti prende posto la creatività di giovani designer tra cui il collettivo del Designersblock formatosi al Royal College of Art di Londra. Poche vie – praticamente Ventura, Massimiano, Conte Rosso- che diventano anche la redazione temporanea di Dezeenscreen.com, il magazine online di architettura che ogni giorno presenta interviste (da Ron Arad a Omer Arbel) e report delle inaugurazioni. Quartiere e giornale che in disparte provano a rimettere il design dove deve stare: da guardare, scoprire, rispettare.

Nuova (Al)Italia.

Forse non tutti abbiamo fatto in tempo a vedere l’interior degli aerei Alitalia curati da Trussardi ma l’occasione di rivedere la compagnia di bandiera messa un po’ meglio c’è. Trussardi continua a festeggiar(si) e per il Salone 2011 lancia la nuova linea design – sedili Alitalia inclusi- riletta da un direttore creativo, Michael Young, che si presenta alla città con un’installazione, Links, che con i suoi tubicini dorati ingabbia la statua di Leonardo in piazza Scala. I link, piccoli tubicini dorati presto saranno acquistabili come snobissimo oggetto per collezionisti che vogliono riprodurre sculture made to meisure.

Riciclo.

Superate le varie e numerosissime greenland che per una settimana sbocciano in città, l’eco-riciclo prova strade un po’ meno radicali (guerrilla verde è una parola “salone” abusata quanto installazione) e torna a essere quel che è: recupero. La Fondazione Prada dopo la discussa mostra di John Baldessari ospita i ragazzi di Rotor, collettivo di designer che dopo aver affrontato la location della maison ha deciso di rieditare i materiali che ne hanno fatto la storia, ovvero i materiali dei set usati per gli show (salotti, cyber, pannelli artistici) e renderli oggetto di una mostra-omaggio. Altro che outlet della scenografia, l’effetto è più quello di un album di famiglia.

Rinchiudersi.

Al teatro Elfo Puccini per una trilogia che tra i suoi titoli vanta Macadamia nut Brittle che richiama a sè il popolo degli Häagen-Dazs dipendenti. E sortisce lo stesso effetto: piccoli spettacoli mixati in un vasetto di cartone e con un retrogusto al limite del nauseabondo. Il resto sono ampie citazioni di Dennis Cooper rilette anche attraverso un palco su cui si spappolano muffin (food design a chi?), e preghiera memoriale per tutti gli eroi dei telefilm morti per copione. Con in suoi 80 minuti a volte parecchio cheap lo spettacolo di Stefano Ricci fino a sabato è la tana in cui rifugiarsi per chi è al limite del design-vivibile.

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