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10:48 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

La rassegna di Studio per il weekend

Cominciamo il 2014 proseguendo le vecchie buone tradizioni: una bella lista di articoli da leggere con calma in questi ultimi giorni di festa. E auguri.

04 Gennaio 2014

Ehi, buon anno. Benvenuti alla prima rassegna del 2014 di Studio, che esce in un sabato sospeso tra il weekend e il super-ponte e vi trova di certo desiderosi di pezzi da leggere con calma da qui all’Epifania. Anche oggi vi proponiamo letture diversissime, passando da Assad a Netflix, si discute di razzismo e si racconta la vera storia del cane che tutti chiamamo “doge”. E molto altro, ovviamente.

Buona lettura.

“Hyping Artificial Intelligence, Once Again” – The New Yorker

Le scoperte (presunte) nel campo della tecnologia e le rivoluzioni (presunte) che dovrebbero portare e non portano mai: come imparare, finalmente, a diffidare dell’entusiasmo di un certo giornalismo tecnologico.

“The Assad Equation” – Now.

Un analista di vecchia data spiega perché tutta la storia di Assad e delle armi chimiche segna un precedente molto pericoloso: i dittatori di tutto il mondo hanno imparato che commettere crimini di guerra è un ottimo modo di evitare un regime change.

“The Year In Racial Amnesia” – Gawker

Il 2013, il razzismo e noi. Un recap.

The Future of the Military is Robots Building Robots – Foreign Policy

In un futuro ormai vicino robot militari costruiranno i nostri nuovi robot militari. Cosa potrebbe mai andare storto?

Personal Ads – Foreign Policy

Com’è cambiato – e cambierà – il concetto di pubblicità e identità personale. A causa di internet ma non solo.

“Missing Marijuana” – Aeon

Fumare erba per anni e smettere, ritrovandosi in una strana forma d’astinenza che secondo alcuni non dovrebbe nemmeno esistere.

Jesse Willms, the Dark Lord of the Internet – The Atlantic

La storia del più grande truffatore della storia del web e di come ha fatto soldi.

Wow this is doge – The Verge

Si chiama Kabosu, è un cane che è diventato un meme divertentissimo. Questa è la sua vera storia.
 

Immagine: particolare della redazione parigina dell’International New York Times (Guillaume Belvèze)

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