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18:09 mercoledì 7 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamanei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

La Dama Bianca e l’Uomo (p/e 2012)

11 Luglio 2011

 La Dama Bianca è una bellissima figura ricordo del ciclismo italiano: la donna, amante, compagna di scandalo di Fausto Coppi. Giulia Occhini in semplice (e famoso) montgomery bianco accolse una volta il suo amato alla fine del Giro d’Italia del 1954. Un finale in cui lei attirò anche i cronisti sportivi che aspettavano vincitore e (finti) avversari ma che, realmente, attendevano lo scoop del Tour. La scheduled di presentazione delle collezioni estive è partita più di un mese fa da Firenze, a Pitti, per poi concludersi nei giorni scorsi a Berlino con il Bread & Butter, regno del nuovo formale in versione stand. Ma la Dama Bianca, silenziosa presenza poco considerata sotto ai flash ma attesa per lo scoop che cambia la storia del prêt-à-porter maschile, si è fatta scoprire prima della premiazione. La Paris Fashion Week è stata la Dama Bianca per l’uomo Primavera/Estate 2012.

Pitti. Il fatto che ora molti (più) blogger passino il tempo fuori dalla Stazione Leopolda a scattare barbuti nobili vestiti di tweed non è il segno della rimonta di Pitti Immagine Uomo sul resto (degli appuntamenti maschili). Ma negli anni Pitti ha guadagnato punti su Milano per altri buoni motivi, uno su tutti : della congestione milanese ci si è un po’ stufati mentre a Firenze spazi (ville, giardini, musei, semplici vie “prestate” alla manifestazione) sono passati dall’essere set di scatti da giapponese a complesse location felliniane. E l’attenzione si è decisamente alzata per quanto sia più sulle performance che sulle collezioni da sezionare. Quando poi arrivano le incursioni femminili (vedi cameo Rodarte quest’anno) PIU si manifesta per quel che è: il fascino discreto della borghesia fiorentina, dove tutto sembra più autentico solo perché in terra di lingua italiana. E lo Stile maschile, tailored, difficile da distinguere per qualità e taglio durante frenetici show, qui è visto alla luce del sole e con più sensi (“i tessuti sono da toccare per essere compresi” sembra essere il mantra di Pitti). Piace di più, perché a vederlo e indossarlo non ci sono fashion victim strizzati in pvc ma signori dal ducato facile con le scarpe su misura. Sempre più under 50 i brand presenti, sempre più elegante grazie a uomini over 50.

Fashion Week. New York, Milano, Parigi, il tour de force è lo stesso che per le settimane della moda femminili, peccato che il calendario duri meno (4 giorni sempre che le bizze di Stefano Dominella di Gattinoni all’ultima Alta Roma non siano messe in pratica -aggiungere i giorni di Alta Roma alla fine della FW maschile di Milano) i ritmi sono meno frenetici e le sfilate si vedono meglio. Con show fissi come quello di Prada all’ora dell’aperitivo la domenica, taxi distribuiti quasi come se non succedesse nulla in città e polemiche su paginate quasi istituzionali, la Milano Fashion Week è simile a sé stessa da anni ma continua a servire. Uno fra tutte: dare un chiaro esempio di quanto meno feste e sfilate-installazioni facciano bene al prodotto finito, quindi meno eventi collaterali e meno show come vernice. Non importa se lo sforzo iniziato a New York si conclude in gloria, il più delle volte, a Parigi. E’ solo “colpa” del fatto che alcuni nomi, Dries Van Noten in primis, sfilino lì. Quando dopo tutta la preview della stagione si aspetta il colpo di genio. Che arriva. Con montgomery bianco (in effetti alla FW di Parigi gli uomini seppur dell’estivo, erano parecchio vestiti..).
Ps. Parte della cultura zen che sta acquisendo la Fashion Week maschile è data dal fatto che i modelli, pur macinando più chilometri di show rispetto alle donne (sono in più cast giornalieri rispetto alle colleghe donne) rimangono agili con skate e felpa grigia e prendono ancora le sfilate come un lavoro mordi e fuggi per pagarsi corsi di surf a Biarritz (dopo invasione di modelli brasiliani siamo tornati ai ragazzi della Bretagna).

 Bread & Butter. Non è solo maschile ma sicuramente con la sua collocazione (prima settimana di luglio con una bel volo carico carico di nuovi berlinesi con passaporto italiano) il B&B chiude l’appuntamento con l’uomo del futuro estivo iniziato a Pitti. Con il suo immenso open space dismesso, il Tempelhof (ex aeroporto reinterpretato come spazio per fiere etc nel senso più berlinese del riciclo), per una settimana diventa un ricettacolo di demi couture, suppellettili per fisse e se possibile anche evento di transizione tra fiera di streetwear e presa di posizione tedesca nel calendario di eventi moda, vedi Berlin Fashion Week che inizia quasi a cavallo con il B&B. Arrivare sani e cotti a Berlino in teoria significa avere in mano tutte le strategie editoriali ed estetiche per la stagione a venire. E magari nonostante il giovanilismo e la sensazione che al B&B ci siano o doppioni di Pitti (o i nipotini di questi) qui ci si stupisce ancora, come quando un Vincent Gallo lasciato nelle pampas argentine (Segreti di Famiglia) compare come nuovo testimonial imbronciato per G-Star

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