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08:29 martedì 19 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza

Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.

03 Aprile 2026

Ride, si gira cercando approvazione (la ottiene, come sempre) e torna a guardare con fierezza i soldati delle sue forze speciali mentre dimostrano il motivo per cui si chiamano così. Forse, se nella vita qualcuno ci guardasse sempre come Kim Jong-un guarda i suoi soldati, saremmo tutti più felici. Dopo le fotografie del leader supremo nordcoreano con la figlia al poligono di tiro (lo abbiamo raccontato qui), adesso l’attenzione mediatica di Pyongyang è tutta concentrata su un video diffuso dall’emittente di Stato KCNA, un video in cui si vedono soldati delle forze speciali compiere gesta incredibili come farsi spaccare con un martello una pila di mattoni messi sopra gli addominali, combattere tra di loro corpo a corpo con coreografie degne dei peggiori film d’azione della più scarsa produzione cinematografica, interagire con il “caro” leader che per tutto il tempo, appare cordiale, soddisfatto e preso bene.

In ogni caso, è una narrazione costruita sulla demolizione materiale – di mattoni, di travi, di limiti fisici – dove ogni colpo inferto è un messaggio inviato al resto del mondo sulla resilienza di un esercito che si vuole manifestare invincibile. Al centro di questo teatro della forza, però, non ci sono solo i muscoli dei soldati, ma lo sguardo estatico del leader supremo. È uno sguardo che cerca di comunicare un riconoscimento totale: il sacrificio dei suoi “soldati speciali” trova il suo senso ultimo proprio in quel sorriso di approvazione, non c’è prova eccessiva o insensata che possa separare questi Capitan Corea del Nord in divenire dal cenno di approvazione di Kim. Bisogna farsi frantumare dei blocchi di cemento sulla pancia? I soldati di Kim lo faranno. Bisogna farsi direttamente prendere a martellate sulla pancia, senza neanche la protezione del blocco di cemento in frantumi? I soldati di Kim lo faranno. Bisogna spaccare pile di mattoni prendendoli a panciate (un giornalista d’inchiesta indaghi su questa ossessione della Corea del Nord per gli attacchi a e con l’addome, per favore)? I soldati di Kim lo faranno.

Questa rappresentazione della “potenza speciale” non è solo un esercizio di ginnastica estrema o di arti marziali coreografate (male), ma un modo di dimostrare come la ferocia dell’addestramento sia la garanzia della stabilità del regime. Se volessimo dirlo all’americana, sarebbe il banalissimo e abusatissimo “no pain, no gain”, solo che qui, al posto di trovarsi come slogan su magliette e tazze, si trova tra un sorriso e un mattone spaccato. A panciate, ovviamente. 

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