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01:01 martedì 3 novembre 2026
Fare il giudice del Booker Prize è un sport estremo, un mestiere usurante, una missione impossibile Per scegliere i 6 finalisti i giurati devono leggere 163 libri in 7 mesi, praticamente uno al giorno. Per riuscirci ognuno s'inventa un metodo suo, tra diete liquide, notti insonni e gare di velocità.
Né la censura né gli omicidi, Novaya Gazeta l’ha uccisa uno sfratto Dopo quasi 30 anni il giornale di Muratov e Politkovskaja è costretto a lasciare la redazione di vicolo Potapovskij entro il 9 novembre. Senza sede e senza donazioni, l’ultimo grande quotidiano indipendente rimasto in Russia annuncia la chiusura.
Avevamo alte aspettative ma l’incontro tra Mamdani e Gualtieri le ha superate tutte, tra Mamdani che canta Bella Ciao e Gualtieri che fa battute cringe in inglese Dopo essersi a lungo corteggiati a distanza, i due sindaci si sono finalmente incontrati di persona. Speriamo in un sequel con Mamdani in Campidoglio.
Maledetta primavera è diventata una delle canzoni delle proteste in Italia e il merito è tutto di un centro sociale milanese Il Centro sociale autogestito Lambretta la mette in tutte le sue serate e in tutte le sue manifestazioni. I video in cui viene cantata sono diventati virali e ora la voce di Loretta Goggi la si sente sempre più spesso nelle proteste.
Curry Barker, il regista di Obsession, ha fatto uscire a sorpresa un nuovo film e l’ha pubblicato gratuitamente sul suo canale YouTube Si intitola Mama Bear, dura sette minuti e, dopo averlo visto, tutti dicono la stessa cosa: non ci si capisce niente.
Quando si è trattato di scappare dalla giustizia, Flavio Bolsonaro si è improvvisamente ricordato delle sue origini venete e soprattutto del passaporto italiano concessogli dal governo Meloni Ha lasciato il Paese passando per Argentina ed Ecuador ed è atterrato a Miami. Nella lista passeggeri risulta cittadino italiano: un riconoscimento ottenuto nel 2023 in tempi piuttosto veloci.
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».

Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative

Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.

18 Settembre 2026

Quando si parla di cambiamento climatico e delle sue cause, le notizie sono quasi sempre disastrose. Tra le cause, tutte attribuibili all’essere umano, ci sono l’enorme volume di emissioni dovute ai combustibili fossili, deforestazione scellerata, agricoltura intensiva e un altrettanto intensivo allevamento. E la lista è ancora lunga. Poi ogni tanto arriva un rapporto come quello dell’Università di Exeter. «La cascata di energia pulita a cui stiamo assistendo ora sta facendo molto di più di quanto chiunque si aspettasse anche solo dieci anni fa» dice Steve Smith, ricercatore dell’ateneo tra gli autori dell’analisi, al Guardian. Si chiama “punto di svolta positivo” ed è la soglia oltre la quale una tecnologia o una pratica sostenibile diventa abbastanza economica, diffusa o popolare da autoalimentarsi. Solare ed eolico quella soglia l’hanno già passata in diversi mercati importanti, perché la diffusione ha abbassato i costi, i costi bassi hanno attirato investimenti e gli investimenti hanno prodotto ulteriore diffusione. Alla base di questa ricerca c’è il lavoro di Tim Lenton, direttore fondatore del Global Systems Institute di Exeter, che studia i punti di svolta climatici dagli anni Novanta.

L’elettricità pulita è indicata come la transizione con il maggiore “effetto leva”, perché il solare e l’eolico a basso costo cambiano i conti anche fuori dal settore energetico. Rendono più convenienti i veicoli elettrici, le pompe di calore e i processi industriali più ecosostenibili, e ogni passo in avanti in un settore aumenta la domanda di elettricità rinnovabile negli altri. Una ricerca citata nell’analisi stima che politiche coordinate su energia, trasporti e sistemi di riscaldamento possano anticipare i punti di svolta di quei comparti da un minimo di due fino a un massimo di otto anni.

Poi ci sono i freni, e sono soprattutto di denaro e di regole. La transizione verso le fonti di energia rinnovabili è rallentata dalla lentezza con cui si pianifica e si amplia la rete elettrica nelle economie più sviluppate e in quelle meno sviluppate dalla mancanza di investimenti. Per esempio: l’Africa possiede il sessanta per cento delle migliori risorse solari del mondo e riceve meno del due per cento degli investimenti globali in energia pulita. Sulle materie prime, il rapporto osserva che un numero ristretto di aziende, banche e autorità di regolamentazione controlla il commercio di carne bovina, soia, olio di palma, legname, cacao e caffè, che insieme sono la prima causa di deforestazione tropicale, e che se Unione Europea, Cina, Regno Unito e Stati Uniti adottassero standard comuni sui prodotti a deforestazione zero, questi potrebbero diventare la norma. Intanto ogni anno vengono spesi in attività che degradano la natura circa 7.300 miliardi di dollari, contro i 220 miliardi destinati a progetti che la natura puntano a restaurarla e rafforzarla. «Per ogni euro investita nella protezione della natura, ne vengono spesi trenta per cercare di distruggerla» dice Smith. La scelta è quindi politica, non economica.

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