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13:23 venerdì 18 settembre 2026
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.
L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Prima di vincere la Coppa Volpi a Venezia, Mathilde Arcel è dovuta tornare a Copenaghen per presentarsi al centro per l’impiego perché è iscritta alle liste di collocamento e prende il sussidio di disoccupazione È successo subito dopo la prima di Woman Unknown, il film di May el-Toukhy che le è valso il premio per la Migliore interpretazione femminile.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.

Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave

«I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.

18 Settembre 2026

C’è un famoso tiktok in cui si vede un ragazzo che balla a un rave indossando solo un pantalone rosa con sopra stampate centinaia di facce di Hello Kitty. «Nobody cares what you wear to the rave. Just go», si legge nella frase scritta in sovrimpressione. È vero, e d’altronde la cultura dei free party si è sempre fondata sui regola riassunta dall’acronimo PLUR: Peace, Love, Unity, Respect, cioè sull’inclusione, sulla libertà sessuale e sulla possibilità di esprimersi senza giudizi e pregiudizi.

Ma ogni regola ha la sua eccezione, e in questo caso l’eccezione ha un nome, un cognome e un profilo su Change.org. Samantha Scott si autodefinisce una raver, ma una di quelle raver che ci

Per la raver Samantha Scott il limite è stato oltrepassato dal morbido pigiama in pile del gattino Sanrio che a quanto pare viene indossato da troppi. Ha creato così una petizione su Change.org per bannare gli Hello Kitty pants ai rave.

Il j’accuse della Scott punta il dito contro quella che ritiene una scelta pigra, incapace di rendere giustizia allo spirito dell’evento. Come un semplice pigiama rosa possa davvero rovinare la musica resta un mistero, ma di sicuro è bastato per scatenare una marea di polemiche. Nel testo della petizione, Samantha scrive: «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire. Presentarsi con un pigiama non è libera espressione di sé, è pigrizia. Quei pantaloni dicono solo che ti sei vestito al buio».

Per ora la crociata contro i pigiami felini è però un morbidissimo fallimento: lanciata su Change.org, la petizione ha raccolto appena 15 firme. Ma se anche a voi l’idea di incrociare Hello Kitty ai rave fa salire il nervoso, potete firmare. Se invece considerate il pigiama coerente, vi conviene puntare agli Hello Kitty Rave, una serie di feste nate proprio per unire la musica elettronica al brand nipponico, dove probabilmente nessuno vi dirà mai che vi siete vestiti al buio.

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