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02:15 giovedì 5 novembre 2026
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.
La comunità scientifica ha deciso che dal 2027 cambieremo il modo di misurare il tempo e questo cambierà il funzionamento di computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e GPS La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Ci sono voluti Gucci, Demna e Harmony Korine per convincere Mariah Carey a farsi vedere prima di Natale Mariah Carey è la protagonista della campagna natalizia di Gucci: un corto diretto da Harmony Korine, ovviamente con All I Want for Christmas Is You in sottofondo.
Il Brasile è il primo Paese del mondo a pubblicare una tabella di marcia per abbandonare i combustibili fossili da subito e per sempre Le linee guida promesse alla COP30 di Belém propongono misure concrete, dal metano ai sussidi, ma non sono vincolanti e non fissano date. Il documento, quindi, rischia di restare un manifesto e niente più.
Dopo quasi dieci anni, i fratelli Coen sono finalmente tornati a fare un film insieme Netflix ha comprato il nuovo film di Joel Coen, un mistero gotico ambientato nelle Highlands con Patsy Ferran e Josh O’Connor. In sala nell’autunno 2027, con una sorpresa: la sceneggiatura l'ha scritta assieme al fratello Ethan.
I Repubblicani sono riusciti a perdere malissimo le elezioni di metà mandato nonostante i miliardari americani li abbiano finanziati con quasi un miliardo di dollari (444 milioni li ha spesi Elon Musk da solo) Il donatore più generoso di queste elezioni ha puntato sulle sfide per il Senato in Texas, Ohio, Iowa e Maine. Le hanno vinte tutte i democratici, che si sono ripresi Camera e Senato.

Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave

«I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.

18 Settembre 2026

C’è un famoso tiktok in cui si vede un ragazzo che balla a un rave indossando solo un pantalone rosa con sopra stampate centinaia di facce di Hello Kitty. «Nobody cares what you wear to the rave. Just go», si legge nella frase scritta in sovrimpressione. È vero, e d’altronde la cultura dei free party si è sempre fondata sui regola riassunta dall’acronimo PLUR: Peace, Love, Unity, Respect, cioè sull’inclusione, sulla libertà sessuale e sulla possibilità di esprimersi senza giudizi e pregiudizi.

Ma ogni regola ha la sua eccezione, e in questo caso l’eccezione ha un nome, un cognome e un profilo su Change.org. Samantha Scott si autodefinisce una raver, ma una raver diversa da tutte le altre, una raver che ci tiene moltissima a una libertà fondamentale su tutte: quella di giudicare gli altri per come si vestono. Ci tiene talmente tanto a questa libertà, Scott, che ha deciso di trasformarla in una crociata personale e pubblica: su Change.org ha pubblicato una petizione intitolata Ban Hello Kitty Pants In The Rave, con tanto di segnale di divieto apposto sull’adorabile musetto di Hello Kitty. Nel testo della petizione, Samantha scrive, con il tono prevedibilmente delizioso di chi passa il suo tempo a giudicare i pantaloni altrui: «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire. Presentarsi con un pigiama non è libera espressione di sé, è pigrizia. Quei pantaloni dicono solo che ti sei vestito al buio».

Per ora, la battaglia di Scott contro i pigiamini felini si sta dimostrando un fallimento: la petizione ha raccolto appena 15 firme, sotto il contatore campeggia un mestissimo invito “raggiungiamo le 25 firme”, che pare un traguardo ampiamente al di là della portata. Noi la nostra risposta alla petizione di Scott la formuliamo così: segnaliamo l’esistenza degli Hello Kitty Rave, una serie di feste nate proprio per unire la musica elettronica alla micia di Sanrio, dove probabilmente nessuno vi dirà che vi siete vestiti al buio, neanche se vi presentate con un total look Hello Kitty.

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