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12:57 martedì 19 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

Jonny Greenwood dei Radiohead ha composto un concerto d’organo lungo otto ore

04 Marzo 2024

Il 26 gennaio è uscito il secondo album degli Smile, Wall of Eyes, e a marzo la band inizierà il suo tour europeo: non per questo Jonny Greenwood, chitarrista e tastierista del nuovo gruppo formato con Thom Yorke dei Radiohead e l’aggiunta del batterista Tom Skinner, sta trascurando il suo percorso personale. Come ha riportato Stereogum, Greenwood ha appena annunciato l’evento che si terrà il 18 maggio nella Octagon Chapel di Norwich, quando, dalle 14 alle 22, James McVinnie ed Eliza McCarthy eseguiranno “268 Years Of Reverb”, la sua nuova composizione per organo della durata di otto ore.

Nell’annuncio dell’evento si specifica che il pubblico può scegliere tra due opzioni: sono disponibili sia i biglietti per seguire l’intera esecuzione del brano che quelli per assistere a una sola parte del concerto, della durata di 1 ora e 50 minuti. Greenwood ha accompagnato l’annuncio con una spiegazione abbastanza “mistica”: «L’organo è il polmone e la voce di ogni edificio in cui è installato. In una vecchia chiesa, l’aria attraversa le canne dell’organo, nello stesso spazio in cui altri le hanno ascoltate per secoli. Quindi, ascoltare l’organo della chiesa è una sorta di viaggio nel tempo, quanto di più vicino abbiamo alla riproduzione fedele del suono antico. Nel caso della Octagon Chapel stiamo parlando di 268 anni: stagione dopo stagione, gli stessi suoni hanno accompagnato celebrazioni, lamentazioni, lodi e pianti».

Greenwood ha detto anche di essere stato influenzato dall’approccio alla melodia della musica classica indiana, «dove nuove note vengono introdotte gradualmente negli assoli improvvisati. Si aspetta così a lungo l’arrivo di una nuova nota che quando appare è come se aprisse un nuovo mondo». E poi: «Spesso si descrivono le melodie nella musica indiana come circolari e non lineari: è un po’ come salire su una ruota in movimento, non si inizia, né si finisce nel silenzio». Anche per questo i primi e gli ultimi accordi della composizione incorporano note al di sotto e al di sopra delle frequenze udibili. A sdrammatizzare la solennità del tutto ci sono i commenti all’articolo di Stereogum. Il migliore, forse, è questo: «John Cage is unimpressed».

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