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01:02 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Qual è il Joker più spaventoso? Gli esperti rispondono

28 Settembre 2018

Qualche tempo fa, vi avevamo mostrato le prime foto di Joaquin Phoenix nei panni di Joker, nelle quali, almeno a prima vista, l’attore sembra aver optato per un Joker dallo sguardo triste. Prima di lui, gli attori che hanno impersonato il più noto tra i nemici di Batman, ne hanno offerto versioni diverse, spaziando dalla psicopatico al sadico senza rimorsi. In vista del nuovo film a lui dedicato (in uscita nel 2019), The Outline ha chiesto a un gruppo di esperti (un make-up artist, uno psicologo, uno scrittore televisivo) di eleggere il più spaventoso tra i Joker cinematografici.

Heath Ledger interpreta Joker ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan (Photo by Paul Kane/Getty Images)

Cesar Romero, Batman – 1966
Forse è colpa dei baffi che fanno capolino da sotto il cerone (e che Romero si rifiutò di tagliare), forse delle scarse risorse economiche dell’epoca o, ancora, della poca attenzione riservata in quegli anni al make-up cinematografico. Fatto sta che tutti gli esperti sono concordi nel definire quello del ’66 un Joker più buffo che spaventoso,«quasi da cartone animato», afferma il professore di psicologia Frank T. McAndrew.

Jack Nicholson, Batman – 1989
Il make-up ideato da Rick Baker è tecnicamente perfetto, secondo il truccatore Dan Rebert «è impossibile idearne uno migliore», e nessuno come Nicholson è in grado di far venire la pelle d’oca con un solo sguardo. Eppure gli esperti credono che il suo Joker non sia spaventoso in senso tradizionale. Il Joker degli anni ’80 è uno psicopatico intento a lottare con i propri demoni interiori, imprevedibile e pericoloso, ma ben lontano dall’essere un mostro.

Heath Ledger, Il cavaliere oscuro – 2008
Nel film di Nolan, il vero dark boy è Joker, mica Batman. Il make-up, così come il resto del look, è impreciso, sporco. La sua mente, al contrario, segue piani ben precisi. Quello impersonato da Ledger è un Joker crudele e machiavellico, la cui instabilità mentale contrasta con la logica delle azioni. Un personaggio indecifrabile, per lo sceneggiatore Evan Narcisse è persino «difficile parlare di Heath Ledger, la sua intepretazione ha imposto standard alti in modo irraggiungibile per i successori».

Jared Leto, Suicide Squad – 2016
Qui il make-up è quasi inesistente. Il Joker di Leto è lontano da tutti quelli che lo hanno preceduto. Non c’è il trucco da clown, non c’è il completo sgualcito. Quel che non manca, al contrario, è il riferimento ai più famosi cattivi del cinema: da Al Capone a Scarface, Leto fa tutto quel che i signori cinematografici del crimine hanno già fatto,«ma Joker dovrebbe essere molto più di questo», sottolinea Narcisse. Nessun esperto ha potuto negare che fa paura, ma non gli viene perdonata la mancanza di autenticità.

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