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14:34 venerdì 24 luglio 2026
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».
In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.

La Johnson & Johnson non venderà più creme sbiancanti

23 Giugno 2020

Sull’onda delle manifestazioni avvenute a seguito della morte di George Floyd, che hanno portato numerosi marchi a rivedere le proprie strategie di comunicazione (è accaduto in tutto il mondo, dal dentifricio al carbone cinese con il logo che raffigurava un uomo con la black face, ai prodotti che rimandavano a stereotipi schiavisti, ne parlavamo qui), anche il colosso Johnson & Johnson si è sentito in dovere di prendere posizione: non venderà più i prodotti sbiancanti per la pelle.

Come riporta The Cut, lo ha comunicato la stessa azienda farmaceutica statunitense, dopo che le creme erano state criticate sulla scia delle proteste razziali seguite agli eventi di Minneapolis. Johnson & Johnson smetterà così di vendere le linee di Neutrogena e Clean & Clear, molto popolari in Asia e Medio Oriente per ridurre le macchie scure. «I dibattiti delle ultime settimane hanno evidenziato che alcuni nomi dei nostri prodotti, e alcune linee dedicate a ridurre le macchie sulla pelle, suggeriscano che il bianco sia migliore del colore naturale», ha spiegato la società in una nota riportata dal New York Times. «Non è mai stata nostra intenzione. Tuti i tipi di pelle, naturale, sana, sono meravigliosi. Ma non produrremo o spediremo più questa linea di prodotti».

Anche perché, come precisato sulle stesse confezioni, il siero schiarente Neutrogena Fine Fairness assicura che “raddoppia il potere sbiancante della tua pelle per un’equità traslucida duratura e uniforme”, mentre Clear & Clearness Cleaner di Clean & Clear contiene “perle sbiancanti delicate, che si presentano in una formula perfetta per una pelle chiara rosata duratura”. Secondo The Cut, la linea di prodotti già in circolazione non verrà ritirata dal commercio, ma rimarrà sugli scaffali fino a quando le scorte non si esauriranno. Dominique Apollon, vice presidente per la ricerca presso Race Forward, un’organizzazione in difesa della giustizia razziale, ha affermato che le decisioni di Johnson & Johnson di smettere di vendere le lozioni sbiancanti sono positive, ma attese da tempo. «Quelle creme sottolineano una vergogna per il colore della pelle non bianca che non può e non deve esistere», ha detto al New York Times.

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