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03:43 lunedì 16 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Jenny from the block non è nel block, c’è solo la sua 500

25 Novembre 2011

Prosegue la campagna pubblicitaria della Fiat per il lancio della 500 negli Usa. Michele Boroni ci aveva già parlato della sua scarsa qualità, specie per la strana scelta di Jennifer Lopez come testimonial (siamo nel 2011 e il suo picco di popolarità lo ha avuto circa dieci anni fa). Ora però la situazione si è fatta ancora più imbarazzante: in uno degli ultimi spot, infatti, J. Lo scorazza allegramente tra le strade del Bronx, ricordando le origini povere e di periferie raccontate nella sua hit Jenny From the Block. Mentre guida sorridente la sua 500, parla commossa del suo quartiere:

Ecco… Questo è il mio mondo. Questo posto mi dà ispirazione, mi spinge a essere più forte, a pensare più velocemente…

 

Peccato che la pop star non si sia mai mossa da Los Angeles per girare la clip. A scoprirlo è stato Ed Morales, giornalista e blogger che vive nello storico quartiere di New York City, a pochi metri dalle strade visibili nello spot. “Pensavamo fosse un film indipendente o uno spettacolo televisivo – ha spiegato – ma quando ci siamo lamentati degli enormi mucchi di spazzatura che venivano scaricate di fronte al nostro palazzo, qualcuno dello staff ci ha spiegato si trattava di uno spot per la Fiat”. A corredo del suo post ha pubblicato un breve video amatoriale del making of del post dal quale si evince che: a) si tratta proprio dello spot Fiat (stessa location, stessa macchina); b) non c’è traccia di J Lo.

Anche The Smoking Gun, sito specializzato in giornalismo investigativo, ha analizzato lo spot, spiegando come alcune scene siano state girate nella zona di New York con una controfigura per J Lo, mentre il resto è stato girato a Los Angeles,in  un set dove la popstar ha potuto fare finta di essere nel suo amato block.

Non è una bella pubblicità per il marchio di Torino, che negli States è sfottuto già da tempo (l’anagramma Fabbrica Italiana Automobili Torino è diventato Fix It Again, Tony, Riparala un’altra volta, Tony) e punta proprio sulla piccolo 500 per rilanciarsi.

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