Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
Il governo israeliano ha vietato alle moschee di diffondere la preghiera del muezzin
In un’intervista concessa al canale televisivo Keshet 2, il ministro dell’Interno israeliano Itamar Ben Gvir ha confermato di aver dato ordine alla polizia di vietare alle moschee l’uso degli altoparlanti per diffondere l’Adhan, il richiamo alla preghiera del muezzin. Secondo quanto riporta The Times of Israel, il ministero dell’Interno ha diffuso una circolare che permette alle forze dell’ordine di entrare nelle moschee e sequestrare qualsiasi tipo di impianto audio venga usato per diffondere l’Adhan. Oltra alla confisca della strumentazione è prevista anche una multa per i responsabili della moschea.
Secondo Ben Gvir, c’è da essere orgogliosi dell’iniziativa ministeriale, il cui fine è «porre fine ai fastidiosi rumori prodotti dalle moschee, che sono diventati un problema per i cittadini israeliani». La decisione è stata criticata dall’opposizione al governo Netanyahu: il leader del partito laburista, Gilad Kariv, ha detto che Ben Gvir così facendo «mette in pericolo lo Stato di Israele». Anche Ahmad Tibi, parlamentare del gruppo Hadash-Ta’al, ha detto che la politica del ministro consiste in «odio e persecuzione degli arabi» e che ad assumersi la responsabilità delle sue «follie» dovrebbe essere il Primo ministro Netanyahu.
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Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».
Partita in maniera sommessa e discreta, la campagna elettorale è esplosa a ridosso del voto, regalandoci vette altissime di imbarazzo e incredulità. Altissime persino per i notevoli standard italiani.