Per alcuni, le scene viste durante la Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca ricordano quelle di una sitcom. Per altri, sono la conferma di un enorme complotto.
Il governo israeliano ha vietato alle moschee di diffondere la preghiera del muezzin
In un’intervista concessa al canale televisivo Keshet 2, il ministro dell’Interno israeliano Itamar Ben Gvir ha confermato di aver dato ordine alla polizia di vietare alle moschee l’uso degli altoparlanti per diffondere l’Adhan, il richiamo alla preghiera del muezzin. Secondo quanto riporta The Times of Israel, il ministero dell’Interno ha diffuso una circolare che permette alle forze dell’ordine di entrare nelle moschee e sequestrare qualsiasi tipo di impianto audio venga usato per diffondere l’Adhan. Oltra alla confisca della strumentazione è prevista anche una multa per i responsabili della moschea.
Secondo Ben Gvir, c’è da essere orgogliosi dell’iniziativa ministeriale, il cui fine è «porre fine ai fastidiosi rumori prodotti dalle moschee, che sono diventati un problema per i cittadini israeliani». La decisione è stata criticata dall’opposizione al governo Netanyahu: il leader del partito laburista, Gilad Kariv, ha detto che Ben Gvir così facendo «mette in pericolo lo Stato di Israele». Anche Ahmad Tibi, parlamentare del gruppo Hadash-Ta’al, ha detto che la politica del ministro consiste in «odio e persecuzione degli arabi» e che ad assumersi la responsabilità delle sue «follie» dovrebbe essere il Primo ministro Netanyahu.
Ogni volta viene descritta solo come il teatro del malcontento sconclusionato o lo sfondo degli scontri violenti. Ma la piazza è anche e soprattutto il luogo in cui prendono forma nuove comunità e nuovi modi di organizzare la società, la città, la vita.
Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.