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17:53 lunedì 22 giugno 2026
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.

Dobbiamo prendere sul serio la rivendicazione dell’Isis su Las Vegas?

03 Ottobre 2017

La rivendicazione dell’Isis va presa sul serio? A poche ore dalla strage di Las Vegas, dove un uomo ha aperto il fuoco su un concerto all’aperto, sparando dall’alto da una camera d’albergo, uccidendo 59 persone, lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità attraverso la sua agenzia di informazione, Amaq. Per il momento non esiste alcun elemento che faccia pensare che l’assassino, un sessantenne di nome Stephen Paddock, abbia mai avuto legami con l’organizzazione terrorista o che fosse motivato dall’estremismo islamico. Infatti la Fbi ha dichiarato di non credere che il massacro sia legato al terrorismo internazionale e i media americani hanno dato relativamente poco spazio alla dichiarazione di Amaq (inizialmente aveva ottenuto maggiore rilevanza sui media italiani). L’Isis sostiene che l’uomo si sarebbe convertito all’Islam recentemente, ma di questo non esistono conferme.

Questo allora significa che possiamo archiviare la rivendicazione come una balla totale? Non così in fretta, spiega Graeme Wood sull’Atlantic (Wood è anche l’autore di uno dei pezzi giornalistici più approfonditi e più letti sullo Stato islamico, “What Isis really wants”). La sua argomentazione, in pratica, è questa: per il momento, non abbiamo elementi che sostengono la versione dell’Isis, dunque potrebbe essere una menzogna; però sarebbe un caso raro, perché in genere quando lo Stato islamico rivendica un attentato ha qualche base per farlo, magari il terrorista in questione non era attivamente legato a loro però aveva giurato fedeltà al Califfato o era comunque spinto dal fanatismo religioso.

strage las vegas

«Sento un coro di dubbi molto familiare: lo Stato islamico, dicono «si prenderebbe il merito di qualsiasi cosa, persino degli uragani», scrive Wood. «In realtà l’idea che lo Stato islamico passi in rassegna le notizie, trovi una strage e poi vada in giro a vantarsi che sono stati loro è falsa». Il giornalista nota che «la grande maggioranza degli attacchi rivendicati dallo Stato islamico sono stati perpetrare da uomini che agivano in suo nome e che spesso lasciavano delle brevi dichiarazioni video dove esplicitavano le loro intenzioni».

Questo non significa che, nel caso di Las Vegas, la rivendicazione debba per forza essere credibile. Esistono altri casi di stragi rivendicate “a caso”, nota Wood, però si tratta dell’eccezione e non della regola. Una di queste riguarda proprio un casinò, il Resorts World di Manila, dato alle fiamme da un uomo distrutto dal gioco d’azzardo: l’Isis aveva dichiarato di essere responsabile e che l’uomo si era convertito all’Islam in segreto, ma poi s’è scoperto che entrambe le dichiarazioni erano prive di basi. In fin dei conti, dunque, saranno solo le indagini a confermare nei prossimi giorni se la dichiarazione dell’Isis ha delle basi o se è inventata di sana pianta. Se dovesse saltare fuori che lo Stato islamico s’è inventato tutto, conclude Wood, allora vorrebbe dire che ha perso di credibilità anche tra i terroristi.

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