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15:54 martedì 21 luglio 2026
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.

Che cos’è il nuovo “califfato” dell’Isis?

Perché l'ISIS ha dichiarato il califfato, cosa c'entra con il califfato storico e quante possibilità ha di durare.

16 Luglio 2014

È proibito fumare, bere alcolici e sentire musica strumentale. L’ISIS di Al-Baghdadi controlla ormai un territorio grande quasi quanto l’Italia e impone a 18 milioni di persone la sua interpretazione dello Stato Islamico. La decisione di chiamarlo “Califfato” segna l’inizio di una nuova fase per il jihadismo. Per la prima volta in 90 anni c’è chi rivendica il ruolo di guida politica e religiosa dei musulmani, una decisione che non era mai stata presa, nemmeno da Osama Bin Laden.

Al Baghdadi il califfo dell'Isis

Che cos è il Califfato?

La parola deriva dalla radice araba kha-la-fa che significa “sostituto”. È un’istituzione nata, appunto, per sostituire Maometto e mantenere l’unità politica e religiosa della comunità islamica. Il titolo di “Califfo” è stato una prerogativa del monarca islamico più influente fino alla caduta dell’Impero Ottomano e la sua abolizione fu decisa da Ataturk nel 1924, dopo la proclamazione della Repubblica Turca.

Chi è il legittimo Califfo?

Secondo quanto stabilito da intellettuali islamici nel 1928, il prossimo Califfo deve essere un discendente di Maometto. Questo spiega perché Al-Baghdadi abbia “scoperto” pochi giorni fa di essere un membro della tribù Al Qureshi, la stessa che diede i natali al Profeta dell’Islam. In realtà non esiste un accordo su questo tema, anche perché diversi musulmani ritengono che la figura del Califfo abbia soltanto un valore storico e sottolineano come non si parli di questa istituzione nei testi sacri e nei detti del Profeta.

Isis mappa del territorio

Perché al Baghdadi si è proclamato Califfo?

L’abolizione del Califfato ha determinato una crisi di autorità all’interno del mondo islamico, visto che non esiste più un riferimento oggettivo per stabilire quali predicatori possono essere considerati credibili. Al-Baghdadi è l’unico leader religioso ad avere anche un potere politico. La proclamazione del Califfato vuole certificare la sua posizione di superiorità rispetto agli Imam e predicatori radicali, che in maggioranza hanno rifiutato di riconoscere l’autorità del Leader dell’ISIS.

Che legame c’è tra il califfato storico e quello di Al Baghdadi?

Il nuovo leader dell’ISIS si ispira al periodo dei cosiddetti “Califfi ben guidati”, ossia i primi quattro leader politici e religiosi che sono succeduti a Maometto [dunque non al successivo califfato di Baghdad, quello del “periodo abbasside”, generalmente associato in Occidente alla fioritura delle arti e scienze, Ndr]. Non è un caso che Al-Baghdadi abbia scelto il nome del primo Califfo: “Abu Bakr” [suocero del profeta Maometto, che aveva sposato sua figlia Aisha, Ndr]. Questa decisione è molto importante, perché stabilisce un legame simbolico tra Al-Baghdadi e il primo Califfo. Abu Bakr aveva preso il posto di Maometto alla guida della comunità islamica, conquistato l’Iraq e sconfitto gli “apostati”, che minacciavano l’unità dell’impero. Al-Baghadi si è proclamato primo Califfo dopo 90 anni di assenza di questa istituzione, vuole conquistare la capitale dell’Iraq e ritiene di dover combattere gli sciiti (apostati).

C’è differenza c’è tra “Stato Islamico” e “Califfato”?

Lo “Stato Islamico” è un’invenzione molto recente e unisce una struttura statale simile a quella delle nazioni moderne ad alcuni dettami della tradizione Coranica. È l’ideologia dei Fratelli Musulmani, che non rifiuta la presenza di un Parlamento, una Costituzione e delle elezioni, ma impone il divieto di legiferare in modo contrario alla legge islamica. Il Califfato è un’istituzione storica fondata nel 633 ed ha perciò subito diversi cambiamenti in questo lungo periodo. Questa carica dava al Re o al Sultano un potere quasi assoluto, con l’eccezione degli ultimi anni dell’Impero Ottomano, quando sono state sperimentate le prime forme parlamentari e costituzionali.

Cosa significa l’Isis: l’acronimo

L’Isis è nato in Iraq, infatti originariamente si faceva chiamare “Stato islamico dell’Iraq”, quando il suo territorio ha cominciato ad estendersi in Siria ha cambiato il nome in “Stato islamico del Levante” (termine che indica l’area geografica di Siria, Libano e Palestina, ma che qui è utilizzato per indicare la Siria): è stato allora che si è iniziato a utilizzare il termine “Isis” che è l’acronimo dell’inglese “Islamic State of Iraq and Syria”.

Quali somiglianze ci sono tra il Califfato attuale e quello dell’antichità islamica?

L’ideologia dell’ISIS non ha precedenti nella storia. In diverse fasi storiche alcuni comportamenti che oggi sono severamente puniti dai Jihadisti erano tollerati e diffusi. Basta citare alcune opere di letteratura del periodo Abbasside per rendersi conto a quel tempo si componevano dei versi anche sul vino, il sesso e l’ omosessualità. La versione attuale del Califfato non è perciò mai esistita, ma è la rappresentazione di uno Stato Islamico totalitario, dove il potere è nelle mani di una piccolo gruppo, che impone la sua visione religiosa a tutti i cittadini.

È realistico pensare a una restaurazione del Califfato da parte dell’ISIS?

No, anche perché la maggior parte dei musulmani non guarda con particolare simpatia a questo gruppo. Molti hanno visto le atrocità dei “Mujahideen” sui media o nei loro territori. Tuttavia l’ISIS ha amici e finanziatori ricchi e potenti, soprattutto tra i Wahabiti, che vivono Paesi del Golfo. È una minoranza abbastanza cospicua, che si aggiunge a migliaia di islamisti che vedono la storia come il terreno di scontro tra l’Islam e i suoi nemici. Secondo questa visione, la vittoria non potrà che essere dei musulmani, che sono l’armata di Dio e perciò non possono essere sconfitti.

Leggi anche: Cosa sta succedendo in Medio Oriente? Il punto sull’avanzata dell’ISIS.

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