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21:33 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Che cos’è il nuovo “califfato” dell’Isis?

Perché l'ISIS ha dichiarato il califfato, cosa c'entra con il califfato storico e quante possibilità ha di durare.

16 Luglio 2014

È proibito fumare, bere alcolici e sentire musica strumentale. L’ISIS di Al-Baghdadi controlla ormai un territorio grande quasi quanto l’Italia e impone a 18 milioni di persone la sua interpretazione dello Stato Islamico. La decisione di chiamarlo “Califfato” segna l’inizio di una nuova fase per il jihadismo. Per la prima volta in 90 anni c’è chi rivendica il ruolo di guida politica e religiosa dei musulmani, una decisione che non era mai stata presa, nemmeno da Osama Bin Laden.

Al Baghdadi il califfo dell'Isis

Che cos è il Califfato?

La parola deriva dalla radice araba kha-la-fa che significa “sostituto”. È un’istituzione nata, appunto, per sostituire Maometto e mantenere l’unità politica e religiosa della comunità islamica. Il titolo di “Califfo” è stato una prerogativa del monarca islamico più influente fino alla caduta dell’Impero Ottomano e la sua abolizione fu decisa da Ataturk nel 1924, dopo la proclamazione della Repubblica Turca.

Chi è il legittimo Califfo?

Secondo quanto stabilito da intellettuali islamici nel 1928, il prossimo Califfo deve essere un discendente di Maometto. Questo spiega perché Al-Baghdadi abbia “scoperto” pochi giorni fa di essere un membro della tribù Al Qureshi, la stessa che diede i natali al Profeta dell’Islam. In realtà non esiste un accordo su questo tema, anche perché diversi musulmani ritengono che la figura del Califfo abbia soltanto un valore storico e sottolineano come non si parli di questa istituzione nei testi sacri e nei detti del Profeta.

Isis mappa del territorio

Perché al Baghdadi si è proclamato Califfo?

L’abolizione del Califfato ha determinato una crisi di autorità all’interno del mondo islamico, visto che non esiste più un riferimento oggettivo per stabilire quali predicatori possono essere considerati credibili. Al-Baghdadi è l’unico leader religioso ad avere anche un potere politico. La proclamazione del Califfato vuole certificare la sua posizione di superiorità rispetto agli Imam e predicatori radicali, che in maggioranza hanno rifiutato di riconoscere l’autorità del Leader dell’ISIS.

Che legame c’è tra il califfato storico e quello di Al Baghdadi?

Il nuovo leader dell’ISIS si ispira al periodo dei cosiddetti “Califfi ben guidati”, ossia i primi quattro leader politici e religiosi che sono succeduti a Maometto [dunque non al successivo califfato di Baghdad, quello del “periodo abbasside”, generalmente associato in Occidente alla fioritura delle arti e scienze, Ndr]. Non è un caso che Al-Baghdadi abbia scelto il nome del primo Califfo: “Abu Bakr” [suocero del profeta Maometto, che aveva sposato sua figlia Aisha, Ndr]. Questa decisione è molto importante, perché stabilisce un legame simbolico tra Al-Baghdadi e il primo Califfo. Abu Bakr aveva preso il posto di Maometto alla guida della comunità islamica, conquistato l’Iraq e sconfitto gli “apostati”, che minacciavano l’unità dell’impero. Al-Baghadi si è proclamato primo Califfo dopo 90 anni di assenza di questa istituzione, vuole conquistare la capitale dell’Iraq e ritiene di dover combattere gli sciiti (apostati).

C’è differenza c’è tra “Stato Islamico” e “Califfato”?

Lo “Stato Islamico” è un’invenzione molto recente e unisce una struttura statale simile a quella delle nazioni moderne ad alcuni dettami della tradizione Coranica. È l’ideologia dei Fratelli Musulmani, che non rifiuta la presenza di un Parlamento, una Costituzione e delle elezioni, ma impone il divieto di legiferare in modo contrario alla legge islamica. Il Califfato è un’istituzione storica fondata nel 633 ed ha perciò subito diversi cambiamenti in questo lungo periodo. Questa carica dava al Re o al Sultano un potere quasi assoluto, con l’eccezione degli ultimi anni dell’Impero Ottomano, quando sono state sperimentate le prime forme parlamentari e costituzionali.

Cosa significa l’Isis: l’acronimo

L’Isis è nato in Iraq, infatti originariamente si faceva chiamare “Stato islamico dell’Iraq”, quando il suo territorio ha cominciato ad estendersi in Siria ha cambiato il nome in “Stato islamico del Levante” (termine che indica l’area geografica di Siria, Libano e Palestina, ma che qui è utilizzato per indicare la Siria): è stato allora che si è iniziato a utilizzare il termine “Isis” che è l’acronimo dell’inglese “Islamic State of Iraq and Syria”.

Quali somiglianze ci sono tra il Califfato attuale e quello dell’antichità islamica?

L’ideologia dell’ISIS non ha precedenti nella storia. In diverse fasi storiche alcuni comportamenti che oggi sono severamente puniti dai Jihadisti erano tollerati e diffusi. Basta citare alcune opere di letteratura del periodo Abbasside per rendersi conto a quel tempo si componevano dei versi anche sul vino, il sesso e l’ omosessualità. La versione attuale del Califfato non è perciò mai esistita, ma è la rappresentazione di uno Stato Islamico totalitario, dove il potere è nelle mani di una piccolo gruppo, che impone la sua visione religiosa a tutti i cittadini.

È realistico pensare a una restaurazione del Califfato da parte dell’ISIS?

No, anche perché la maggior parte dei musulmani non guarda con particolare simpatia a questo gruppo. Molti hanno visto le atrocità dei “Mujahideen” sui media o nei loro territori. Tuttavia l’ISIS ha amici e finanziatori ricchi e potenti, soprattutto tra i Wahabiti, che vivono Paesi del Golfo. È una minoranza abbastanza cospicua, che si aggiunge a migliaia di islamisti che vedono la storia come il terreno di scontro tra l’Islam e i suoi nemici. Secondo questa visione, la vittoria non potrà che essere dei musulmani, che sono l’armata di Dio e perciò non possono essere sconfitti.

Leggi anche: Cosa sta succedendo in Medio Oriente? Il punto sull’avanzata dell’ISIS.

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