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L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi

È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.

10 Marzo 2026

Oltre ai bombardamenti e alle attività dell’intelligence, la guerra in Iran si sta combattendo anche a livello elettromagnetico. Pur avendo minacciato più volte di bloccare con la forza lo snodo cruciale dello stretto di Hormuz per creare una disastrosa paralisi dei traffici commerciali a livello globale, l’Iran non è mai riuscito finora a fermare completamente il passaggio delle navi commerciali. Da dopo l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti è molto vicino a raggiungere questo obiettivo e non (solo) grazie ai missili: è bastato infatti rendere pericolosa e difficoltosa la navigazione di navi cargo e petroliere, utilizzando la tecnica del jamming delle onde elettromagnetiche utilizzate dai Gps.

La tecnica consiste nel disturbare le onde elettromagnetiche che consentono alle navi di tracciare la propria rotta attraverso lo stretto, rilevando la posizione di altri mezzi ed evitando collisioni. Di fatto è una sorta di hackeraggio dei sistemi GPS, largamente utilizzati non solo nella navigazione ma in tutto il settore trasporti. Al jamming, che sovrasta il segnale dei satelliti rendendo impossibile calcolare la posizione, si unisce poi lo spoofing, che invia segnali falsi inducendo i sistemi Gps a mostrare coordinate sbagliate. Secondo Bbc e Wired, oltre mille navi hanno segnalato anomalie nei loro sistemi Gps, con rilevamenti di posizione parzialmente errati o completamente falsati. È proprio utilizzando la tecnica del jamming che l’Iran è riuscito a ridurre il traffico nello Stretto di Hormuz almeno del 70 per cento (secondo le stime più pessimistiche, la riduzione sarebbe addirittura del 90-95 per cento). Navi e aerei provano a usare sistemi alternativi, ma il jamming rallenta il traffico marittimo e rende ardua la navigazione notturna, aumentando i costi assicurativi. A livello commerciale si stanno sviluppando orologi atomici e altre tecnologie per contrastarlo, ma i metodi alternativi al momento sono molto più lenti e costosi.

Queste interferenze fanno parte della cosiddetta guerra elettronica, una parte sempre più rilevante delle attività belliche contemporanee. Negli ultimi anni, infatti, queste pratiche di sabotaggio elettromagnetico sono diventate sempre più comuni nei conflitti, dall’Ucraina al Medio Oriente. Il jamming è molto efficace anche nel disturbare il volo dei droni, la traiettoria dei missili e i sistemi di sorveglianza. Nello scorso agosto, l’aereo su cui volava Ursula von der Leyen è stato colpito da jamming Gps, in un’azione che le autorità europee attribuiscono a interferenze russe, senza però prove sostanziali: i piloti hanno dovuto eseguire un atterraggio di sicurezza, utilizzando mappe tradizionali perché il sistema GPS era fuori uso.

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