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09:17 mercoledì 29 aprile 2026
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.
Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.
Il Cancelliere tedesco Mertz ha detto che nei colloqui di pace la diplomazia iraniana sta surclassando quella statunitense Secondo Merz, gli Usa hanno gravemente sottovalutato l'Iran e adesso non sanno come uscire da una situazione di stallo che loro stessi hanno creato.
Dopo quasi tre anni di distruzione, due ragazzi hanno aperto la prima nuova libreria di Gaza Si chiama Phoenix Library ed esiste grazie all'incessante lavoro di Omar Hamad e Ibrahim Massri.
Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.

Fra Pitti e Fashion Week

Con Alberto Salesi, buyer, facciamo il punto della situazione sull'andamento della moda maschile

14 Gennaio 2012

Nelle prime due settimane del 2012, il sito Business Of Fashion ha raccolto dati più che positivi: stando alla creatura di Imran Amed il mercato della moda trova soluzioni a tutto – anche alla crisi italiana- e si muove. Anche con segnali non epocali ma forti, vedi l’ultimo: un Moschino Cheap and Chic che saluta tutti e sbarca alla fashion week londinese. A pochi giorni dall’avvio di una stagione di moda (da comprare, da vendere) è arrivata l’81esima edizione di Pitti Immagine Uomo che apre ufficialmente il 2012 Moda. Abbiamo chiesto ad Alberto Salesi, segretario generale della Camera Buyer della Moda, se la capacità di problem solving raccontata da Amed si sia avvertita anche nella Fortezza fiorentina.

«A Pitti si compra poco e si parla tanto, come da tradizione chiara e solida del buying italiano. Perché Pitti riapre la stagione, è un termometro della situazione, nonché la start-up di un’intera stagione; a Firenze ci si confronta con i mercati stranieri, per questo è un happening importantissimo. Milano, invece, è uno showroom vero e proprio, soprattutto per questioni di tempistiche».

La campagna vendite vera dunque inizia a Milano, una volta finite le sfilate della settimana della moda che inaugura oggi. Per molti ormai prive di significato, per alcuni invece ancora utili per orientarsi e intravedere tendenze. Perché è sulle previsioni che si gioca la partita: «Il nostro lavoro, nonostante tempi, crisi e mode – continua Salesi – è rimasto un lavoro sul rischio: acquistiamo con grande anticipo, compriamo al buio, non sappiamo ancora come performerà la prossima primavera-estate (2012),  che già siamo agli sgoccioli per comprare il prossimo inverno (2013).  Ma non possiamo cambiare: l’anticipare i tempi rimarrà un fattore imprescindibile di questo mestiere». Nonostante tutto, Salesi rimane ottimista: «Se ci sarà un rallentamento? Non credo, le aziende anzi continuano ad anticipare, a correggere il tiro in corsa, a lavorare. E allora non resta che collaborare con loro, magari prediligendo gruppi che facilitano l’utilizzo di formule come il reso. Su cui è possibile trovare un buon punto di equilibrio».

Nonostante i rischi e i picchi del 2011, l’annata non si è chiusa così male: «No, nel complesso non è stato così tragico; il primo semestre è andato bene, salvo avere poi un grosso rallentamento a luglio. Ma è uno stop che ha molto a che fare con il territorio, vale a dire il cliente italiano, il primo che ha subito il vero shock. Perché invece, in un anno come questo, sono tornati i turisti a comprare. E tanto». Fresco di Pitti, parlando di stile, Alberto Salesi è più che convinto che il neo formale sia tornato a “reggere” il mercato perché «al marchio che ha pezzi fortemente di stagione, prediligiamo quel brand che oltre al trend ci offre un po’ di classico, capace di darci sicurezza soprattutto per le collezioni uomo. Il formale, seppur rivisitato, è la certezza; il fashion più spinto nelle collezioni uomo ha perso parecchi punti».

Consigli per le aziende su cosa investire? «Le belle borse. Con quelle non perdi mai i soldi. Funzionano perché l’ accessorio di un bel brand non ha molti competitor».  Soprattutto nei low cost.

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