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15:34 mercoledì 18 febbraio 2026
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.
C’è un video girato sul set di Cime tempestose in cui Margot Robbie balla e canta come Kate Bush nel video di Wuthering Heights L'ha condiviso su Instagram il "dialect coach" del film, William Conacher, per festeggiare il successo al box office.

È stato sgomberato il centro sociale Leoncavallo di Milano

La polizia è entrata il 21 agosto alle 7:30 per sgomberare lo spazio autogestito, dopo più di 30 anni di contenziosi e 133 rinvii.

21 Agosto 2025

L’ultimo rinvio poco più di un mese fa: il 15 luglio lo sgombero del Leoncavallo, il più famoso centro sociale di Milano, era stato rimandato al 9 settembre. È stato il centotrentatreesimo rinvio, l’ultimo: questa mattina, con un’operazione iniziata alle 7:30, la polizia ha provveduto allo sgombero. Nel momento in cui le forze dell’ordine, assieme all’ufficiale giudiziario, hanno fatto irruzione, dentro l’immobile di via Watteau non c’era nessuno. L’operazione è ancora in corso e ci vorranno diverse ore prima di completarla. La polizia ha chiuso tutti gli accessi a via Watteau per consentire agli operai, incaricati dai proprietari dell’immobile, di sigillare i portoni d’ingresso.

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Non appena la notizia si è diffusa, diverse persone si sono radunate nelle vicinanze per protestare contro lo sgombero. Nel pomeriggio è prevista un’assemblea pubblica – luogo e ora non sono ancora stati precisati – organizzata dal Leoncavallo per discutere dell’accaduto e decidere come procedere. Al momento, nessuno cosa succedere da qui in poi. Da tempo sono è in corso una discussione tra il Leoncavallo e il comune di Milano per raggiungere un accordo e trasferire il centro sociale in un altro immobile in via San Dionigi, nella zona sud del Corvetto. La discussione, però, procede lentamente perché questo edificio necessita di lavori di bonifica a causa delle presenza di amianto, lavori che costerebbero almeno 300 mila euro.

Adesso dell’edificio di via Watteau riprende possesso la famiglia Cabassi, che da tempo porta avanti un contenzioso con il Comune di Milano. Questo contenzioso era giunto al termine nel 2024, quando la Corte d’appello di Milano aveva condannato il ministero dell’Interno – responsabile del mancato sgombero – a risarcire i Cabassi della cifra di tre milioni di euro. Il Viminale aveva chiesto quei soldi a Marina Boer, presidente dell’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo, l’unica ufficialmente registrata con la sede sociale presso l’ormai ex Leoncavallo (e quindi, tecnicamente, vittima dello sgombero).

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