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Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Il WashPost ai suoi reporter: commentate di più

07 Febbraio 2012

Lo scorso marzo il Washington Post ha aggiornato la sezione commenti del suo sito allo scopo di aumentare l’interratività tra la testata, i suoi articoli e gli utenti-lettori. In meno di un anno, il numero di commenti postati sul sito è salito del 142%, secondo Jon DeNunzio, interactive editor del quotidiano Usa. Ora scatta la fase due del restyling di WashingontPost.com, in cui i giornalisti sono stati invitati a partecipare di più al dibattito scatenato dai loro pezzi, in modo da aprire un dialogo con i lettori e invogliarli di conseguenza alla lettura.

A raccontare il trasformamento ci pensa il giornale stesso nel blog “Ask The Post”, che fa da tramite tra lettori e testata – ulteriore conferma di come l’interattività sia uno dei focus del giornale.

Quella sui commenti scritti dai reporter è una decisione che va contro la prassi giornalistica comune, spiega l’esperto di media Dan Kennedy, che se non proibisce di fatto ai giornalisti di commentare le storie del proprio giornale di certo non spinge affinché questo avvenga. Come ha spiegato al Nieman Journalism Lab, “non so quanti giornali proibiscano ai loro giornalisti di partecipare ai commenti ma credo di poter dire che molti di loro lo scoraggino”.

L’esperimento per ora sta dando i risultati sperati: i lettori apprezzano la disponibilità alla discussione dei reporter e anche altre realtà giornalistiche stanno apprezzando il filo diretto instaurato dal Post. “Da un certo punto di vista – spiega Ask The Post – è come una chat”. Senza contare che è un ottimo modo per bloccare rumors, bufale e cattive interpretazioni sul nascere. Ci pensano i giornalisti stessi.

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