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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Il senso di Obama per i broccoli

26 Aprile 2011

“Tutto è cominciato con la campagna elettorale del 2008, rimasi impressionata per la quantità di volte che il candidato alla Casa Bianca nominava la parola food, cibo, nelle sue conversazioni. Continui riferimenti a ricette, piatti preferiti, dolci”. Da quest’ossessione obamiana per il cibo, Eddie Geham-Kohan, giornalista trentacinquenne californiana, si è inventata il ruolo di corrispondente alimentare da Washington, con un blog molto seguito, Obama Foodorama, che copre 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tutto quanto alla Casa Bianca si fa e si pensa a proposito della tavola.

E non sono solo le campagne sociali, ma anche e soprattutto le iniziative che convergono sull’orto presidenziale, che nella simbologia della novella Camelot sta diventando una specie di Studio Ovale all’aperto. Se Obama sta portando avanti importanti riforme come quella sulla Food and Drug Administration, mentre Michelle (che è la vera burattinaia per le campagne pro-cibo sano) si spende personalmente nella campagna “Let’s move”, colossale piano per sconfiggere l’obesità in un paese con 150 milioni di ciccioni, e sel’Amministrazione sembra aver deluso in parte le aspettative di molti sui grandi scenari domestici e internazionali, è chiaro che la vera battaglia (anche simbolica) è vinta, e si combatte tra orto e cucina. Per dire, durante il Discorso sullo stato dell’Unione del 25 gennaio, accanto al presidente sedeva la coppia di gelatai Kendra Baker e Zachary Davis, proprietari di The Penny Ice Creamery di Santa Cruz, California, piccola bottega artigianale di gelati biologici e chilometri zero che sono stati invitati personalmente dal vicepresidente Joe Biden in quanto rappresentanti della piccola imprenditoria che ha usufruito del Recovery Act Small Business loan, la legge a sostegno delle microimprese.

I dolci sono peraltro ammessi solo nel fine settimana, almeno per le bambine Sasha e Mallia, mentre il presidente ama sopra tutto i broccoli e Michelle le sweet potatoes, ma sbaglierebbe chi considerasse il blog della Geham-Kohan solo dal punto di vista delle ricette (presenti ovviamente sul blog) e del gossip. No, qui si coprono soprattutto gli avvicendamenti nello staff di cucina e dell’orto. Alla visita di stato del presidente della Repubblica cinese Hu Jintao il 19 gennaio, la cuoca della Casa Bianca, Cristeta Comerford, ha rivelato a Obama Foodorama che tutti i legumi serviti durante il banchetto di stato “provengono dall’orto presidenziale”. (sul blog naturalmente c’è la lista degli invitati con i posti a tavola e il menu completo della cena). La Comerford (ufficialmente, “executive chief” presidenziale) è stata ereditata dall’amministrazione Bush, e con il ricambio alla Casa Bianca le voci sulle sue possibili dimissioni sono rimbalzate su tutti i giornali fino a dover essere smentite ufficialmente da un portavoce. Alla sua riconferma hanno giovato alcune sue dichiarazioni alla Cnn pro-biologico e in chiave terzomondista. Bipartisan è pure l”Executive Pastry Chef”, cioè il capo-pasticcere, Bill Yosses. Ma nell’inner circle all’aperto, quello più strategico, le nomine sono nuove di zecca e – afferma la Geham-Kohan – di pertinenza esclusiva di Michelle. C’è Jim Adams, “chief horticulturalist”, cioè capo contadino, e c’è perfino un Charlie Brandts capo apicoltore (l’orto al 1600 di Pennsylvania Avenue produce 295 chili di miele a stagione e viene destinato a Miriam’s Kitchen, casa protetta di Washington, che fornisce cibo ai senzatetto e ai bisognosi. Biologico).

Anche se la vera eminenza grigia è Sam Kass, che ha un titolo complicatissimo (“Senior Policy Adviser for Healthy Food Initiatives” della First Lady) e riassume tutta la sua influenza, è infatti il grande pr delle iniziative agricole-alimentari della Casa Bianca. Oltre ad essere un portentoso pr, sempre più vezzeggiato dai media: trentenne, cranio rasato, fisico alla Bruce Willis cui dona molto l’uniforme bianca con grande aquila nazionale ricamata sul petto, Kass è molto disinvolto davanti alle telecamere, come ha dimostrato in uno dei momenti topici dell’anno scorso, quando Michelle il 30 ottobre ha celebrato il Fall Harvest, il giorno del raccolto d’autunno, invitando bambini delle scuole della capitale (e molti giornalisti). Kass brillava con la sua zappa in mano; una laurea in storia, “un uomo del rinascimento” secondo il New York Times, già inserito da People nella most beautiful people list, è l’ombra di Michelle in tutte le sue iniziative pro-cibo sano tra scuole, asili, basi militari in giro per i teatri di guerra (l’ultima, alla base di Fort Jackson, South Carolina, il 28 gennaio), tanto che secondo i rumors potrebbe diventare il primo maschio responsabile del cerimoniale della Casa Bianca. Per lui tifa Letitia Baldrige, già capo del protocollo di Jackie Kennedy: una che però dell’orto faceva volentieri a meno.

Dal numero 1 di Studio adesso in edicola

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