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06:23 sabato 28 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Il robot che nega di essere un robot

16 Dicembre 2013

I primi giorni di dicembre (2013) il giornalista Michael Scherer di TIME ricevette una telefonata sul suo cellulare. All’altro capo della cornetta era una donna, con una voce entusiastica e squillante, che gli chiedeva informazioni riguardo la sua copertura sanitaria. Non è una novità né un problema: la donna chiedeva soltanto «benedici di Medicare?» e cose simili, come tutte le telefonate un po’ scoccianti che riceviamo più volte durante la settimana.

Per Michael Scherer, tuttavia, qualcosa non era chiaro. Di punto in bianco chiese alla voce: «Sei una persona reale?». Lei rimase in silenzio per un po’, dopodiché rise e rispose: «I am a real person, can you hear me okay?». La voce sembrava reale, e così l’intonazione quasi perfetta. Ma Samantha West, questo il “nome” della donna o del robot, fallì altri “test” fatti da Scherer e da altri giornalisti di TIME che chiamarono successivamente il numero. Non sapeva nominare il vegetale alla base della salsa ketchup, e lamentava “disturbi di comunicazione” ogni qual volta una domanda la metteva in difficoltà. E, a ogni domanda sulla sua natura robotica, rispondeva allo stesso modo, con la stessa cadenza e la stessa intonazione: «I am a real person».

È già di per sé interessante il fatto che un robot non voglia ammettere di essere un robot. Quello che sostiene di aver scoperto però Alexis Madrigal, giornalista di The Atlantic, è però ancora più interessante. Madrigal ha indagato la tecnologia che avrebbe dovuto permettere alla sedicente Samantha West di rispondere in maniera così naturale e spontanea ai diversi stimoli esterni (leggi: domande o provocazioni dell’utente umano all’altro capo della cornetta), e ha concluso che non esiste, a oggi, alcuna tecnologia così avanzata. Come è possibile, allora? L’ipotesi di Madrigal è che Samantha West fosse sì una voce pre-registrata, ma le frasi da lei dette venissero azionate (come con un tasto “play”) da persone, probabilmente non molto familiari con la lingua inglese. Ma questo, ammette lo stesso Madrigal, è soltanto una supposizione.

La soluzione al piccolo e affascinante mistero per ora è lontana: il numero di Samantha West è stato cancellato.

(via)

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