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21:16 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Il museo dei peni di Reykjavik è un successo

11 Ottobre 2016

Nel 1997, nel centro di Reykjavik, ha aperto un museo particolare, che alla fine di quest’anno raggiungerà probabilmente il traguardo dei 50 mila visitatori. È il Phallological Museum, che da quando è stato aperto, nell’agosto di diciannove anni fa, ha attratto sempre più persone, accorse per vedere le quasi trecento varietà di membri genitali maschili. Il magazine dell’Economist, 1843, ha raccontato la sua storia, spiegando come un’azienda familiare come questa sia diventato un punto di attrazione turistica ed educativa in così poco tempo. Tutto è iniziato nel 1974, quando un preside di scuole medie, Sigurður Hjartarson, si vide recapitato in regalo il pene di un toro, da utilizzare come una frusta. Non si conosce il motivo di questo primo regalo, ma da quel momento altri abitanti e amici di Akranes, una piccola città vicina a una stazione baleniera, iniziarono a fargli regali del genere. In breve Hjartarson iniziò a collezionare peni di balena, e nel 1997 decise di aprire un piccolo museo: «Faceva fatica a buttare via le cose», ha detto Hjörtur Gísli Sigurðsson, figlio del fondatore e attuale curatore del Phallogical Museum, nel quale lavorano anche la moglie e il figlio.

phallological museum iceland

Nel 2012, poi, è uscito il documentario The Final Member, realizzato dai canadesi Jonah Bekhor e Zach Math, che si concentra sulla ricerca di Sigurðsson di un pene umano da aggiungere alla collezione. L’anno prima, infatti, il museo ne aveva ricevuto uno dal donatore islandese Pall Arason, che nella lettera allegata alla donazione ha descritto se stesso come «degno discepolo di Don Giovanni e altri rinomati geni della storia». Con gli anni, poi, si sono aggiunti quelli di un tedesco, un inglese e un americano. La collezione, oggi, comprende complessivamente circa 286 esemplari: ci sono quelli di ventidue varietà di balene, sette foche, venti tipi di mammiferi islandesi, dai topi alle capre, e trentacinque mammiferi non autoctoni, tra i quali gli organi riproduttivi del “malvagio fantasma di Snaefiall”, e dell’elfo islandese o “uomo nascosto”, che consiste in una teca vuota. Questi due esemplari sono nel museo a causa della fertile cultura mitologica islandese, resistente al punto che Sigurðsson ammette che alcune persone – soprattutto le donne – dicono di vedere anche l’oggetto all’interno della teca vuota.

Il museo, che nel 2011 aveva raggiunto i 14 mila visitatori, è cresciuto grazie alla sua collocazione al centro della capitale islandese, alla curiosità dei turisti, al passaparola, ma anche ai suoi fini educativi. Il biglietto, che generalmente costa circa 13 dollari, è invece gratis per gli under 13. Grazie al successo degli ultimi anni, Sigurðsson sta pensando di utilizzare il seminterrato per raddoppiare lo spazio del museo, la cui notorietà cresce di pari passo alla sua influenza: a dicembre, infatti, spedirà in Norvegia il pene di un cavallo, l’ultimo di una serie di scambi con altre collezioni in Europa e America.

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