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00:52 domenica 8 marzo 2026
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Il museo dei peni di Reykjavik è un successo

11 Ottobre 2016

Nel 1997, nel centro di Reykjavik, ha aperto un museo particolare, che alla fine di quest’anno raggiungerà probabilmente il traguardo dei 50 mila visitatori. È il Phallological Museum, che da quando è stato aperto, nell’agosto di diciannove anni fa, ha attratto sempre più persone, accorse per vedere le quasi trecento varietà di membri genitali maschili. Il magazine dell’Economist, 1843, ha raccontato la sua storia, spiegando come un’azienda familiare come questa sia diventato un punto di attrazione turistica ed educativa in così poco tempo. Tutto è iniziato nel 1974, quando un preside di scuole medie, Sigurður Hjartarson, si vide recapitato in regalo il pene di un toro, da utilizzare come una frusta. Non si conosce il motivo di questo primo regalo, ma da quel momento altri abitanti e amici di Akranes, una piccola città vicina a una stazione baleniera, iniziarono a fargli regali del genere. In breve Hjartarson iniziò a collezionare peni di balena, e nel 1997 decise di aprire un piccolo museo: «Faceva fatica a buttare via le cose», ha detto Hjörtur Gísli Sigurðsson, figlio del fondatore e attuale curatore del Phallogical Museum, nel quale lavorano anche la moglie e il figlio.

phallological museum iceland

Nel 2012, poi, è uscito il documentario The Final Member, realizzato dai canadesi Jonah Bekhor e Zach Math, che si concentra sulla ricerca di Sigurðsson di un pene umano da aggiungere alla collezione. L’anno prima, infatti, il museo ne aveva ricevuto uno dal donatore islandese Pall Arason, che nella lettera allegata alla donazione ha descritto se stesso come «degno discepolo di Don Giovanni e altri rinomati geni della storia». Con gli anni, poi, si sono aggiunti quelli di un tedesco, un inglese e un americano. La collezione, oggi, comprende complessivamente circa 286 esemplari: ci sono quelli di ventidue varietà di balene, sette foche, venti tipi di mammiferi islandesi, dai topi alle capre, e trentacinque mammiferi non autoctoni, tra i quali gli organi riproduttivi del “malvagio fantasma di Snaefiall”, e dell’elfo islandese o “uomo nascosto”, che consiste in una teca vuota. Questi due esemplari sono nel museo a causa della fertile cultura mitologica islandese, resistente al punto che Sigurðsson ammette che alcune persone – soprattutto le donne – dicono di vedere anche l’oggetto all’interno della teca vuota.

Il museo, che nel 2011 aveva raggiunto i 14 mila visitatori, è cresciuto grazie alla sua collocazione al centro della capitale islandese, alla curiosità dei turisti, al passaparola, ma anche ai suoi fini educativi. Il biglietto, che generalmente costa circa 13 dollari, è invece gratis per gli under 13. Grazie al successo degli ultimi anni, Sigurðsson sta pensando di utilizzare il seminterrato per raddoppiare lo spazio del museo, la cui notorietà cresce di pari passo alla sua influenza: a dicembre, infatti, spedirà in Norvegia il pene di un cavallo, l’ultimo di una serie di scambi con altre collezioni in Europa e America.

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