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09:23 mercoledì 4 febbraio 2026
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Il business della moderazione dei commenti

06 Dicembre 2011

Non tutti i siti basano il proprio successo sulle liti tra gli utenti che scoppiano nelle sezioni commenti. Alcune pubblicazioni istituzionali (come l’Economist, la National Public Radio, il New York Times) rischiano anzi di risultare meno prestigiosi se i loro articoli sono accompagnati da flame (le liti tra utenti) volgari, diffamatorie e senza alcun fine. Prodotti come Gawker e l’Huffington Post, invece, hanno basato il loro successo nei primi tempi proprio su utenze attive e pronte allo scontro e su file di commenti piene di f*ck you e simili.

I giornali che ritengono di non potersi permettere di diventare un’ambiente di sfoto per troll e hater hanno perciò reclutato personale “moderatore”, che ha il compito di sorvegliare i commenti, cancellarli in certi casi, o “bannarne” gli autori dal sito in casi estremi. Col tempo la mole di lavoro è diventata tale da spingere le aziende ad appaltare la gestione dei commenti a società esterne, come ICUC Moderation, società statunitense di cui Bloomberg Businessweek ha scritto questa settimana. L’azienda ha al momento 200 dipendenti. Ma non è l’unica: c’è anche eModeration, società inglese, il cui Ceo Tamara Littleton riassume il suo compito nella studio del “ventre molle oscuro del mondo”.

Certo, il boom dei social network ha drasticamente diminuito il numero di commenti nei siti internet – che si sono invece trasferiti su piattaforme come Facebook – ma ciò ha finito per avvantaggiare il business di aziende come eModeration. “Anche se i social network non consentono l’anonimato nei commenti”, ha spiegato la Littleton, “hanno finito per aumentare incredibilmente il lavoro della società, poiché i clienti, nel web, richiedono repliche immediate dalle società”.

È un bel business: i moderatori possono guadagnare annualmente tra i 40 e gli 80 mila dollari. Aziende del settore come LiveWorld muovono 8 milioni di dollari annualmente anche se, cominciano a comparire nel mercato soggetti minori e offshore che applicano tariffe concorrenziali e da discount: 5 dollari all’ora invece dei 30-40 che chiede eModeration.

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