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Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

Ikea 2013, il catalogo

Analisi del libro più diffuso della Bibbia, che racconta la società contemporanea con mobili, prezzi e idee per la casa. In tempi di crisi.

25 Settembre 2012

Mi sembra di vedervi. Tutti. Amanti del design minimalista e chi vive in appartamenti con i mobili antichi di famiglia, razionalisti e bohemien casinari, old rich e neo-poveri. Nelle serate con niente da vedere in tv o durante le uggiose e infinite domeniche pomeriggio, alla fine, ci ritroviamo tutti lì a consultare compulsivamente il catalogo Ikea in cerca di qualche mobile a prezzo ragionevole per arredare o trasformare qualche angolo di (prima o seconda) casa.

Primo errore.

Quello che sembra solo un semplice catalogo di vendita di mobili e accessori per la casa, in realtà è un vero e proprio saggio antropologico sulle dinamiche dei modelli abitativi globali; un libro che parla di noi, delle nostre abitudini di vita presente e futura, assai più di un saggio di Marc Augè, una ricerca Eurisko o un editoriale di Giuseppe De Rita. Studio e Mercante in Fieri sono qui però per fornirvi le chiavi interpretative del libro più distribuito del pianeta – più della Bibbia, per dire: la tiratura quest’anno è di 208 milioni di copie distribuite in 43 paesi, per non parlare dell’app gratuita per sfogliarlo sul telefonino o sul tablet che, con contenuti speciali in realtà aumentata, permettono di accedere ai video con le istruzioni di montaggio. Ma non divaghiamo. E diamo pure per scontato le cose ormai assodate e interiorizzate, tipo il fatto che Ikea ci ha fatto acquisire abitudini nordiche: dormire con il piumino, darsi al bricolage o togliersi le scarpe appena si entra in casa e metterle su una rastrelliera (gli svedesi lo fanno perché fuori c’è la neve, noi perlopiù perché le strade sono sporche). Andiamo invece a vedere le novità di quest’anno.

Il paradigma che emerge dal catalogo 2013 è l’affermazione dell’individualità di ciascuno. Ikea riesce a offrire soluzioni per le passioni, manie ed esigenze di ogni componente che abita la casa, anche quelle che un tempo non erano socialmente e domesticamente accettate. Si fa tutto in casa. Il che è un paradosso, considerato che gli appartamenti sono sempre più piccoli, come già emergeva dall’analisi del catalogo 2012.

Ad esempio, la sezione “lavorare in casa” (pag. 127) quest’anno è bella consistente e densa di soluzioni. Se negli scorsi anni era confinata a lavori intellettuali o amministrativi (traduttore, architetto o contabile..) per cui bastava inserire un pc, un paio di scaffali e una scrivania, magari con a fianco quella piccola del figlioletto, oggi invece c’è direttamente la sartoria (pag. 131) e non ci stupiremo se nel prossimo catalogo ci fosse direttamente un laboratorio di falegnameria a fianco della camera da letto. Insomma, le professioni che un tempo si svolgevano fuori casa, oggi hanno cittadinanza dentro l’abitazione (con implicito il sottotesto “magari non puoi più permetterti l’affitto per un laboratorio esterno”).

A pagina 68 ci sono ben due pagine dedicate all’Arte del Sonnellino e allo svacco più totale e disordinato (pag. 138), cioè le cose che facciamo tutti noi, ma che non trovano quasi mai cittadinanza sui cataloghi degli altri marchi di arredamento. Anche i marmocchi e gli adolescenti possono sfogare le loro urgenze creative in camera con mobili in pino grezzo (pag. 75) che possono essere facilmente verniciate e riverniciate con grande facilità. Il rispetto per le individualità, nel senso di considerazione delle differenze di gusti, arriva addirittura al concetto estremo del letto matrimoniale, unito come struttura ma diviso come stile (pag. 56): per cui da un lato del letto c’è un design pulito, essenziale e maschile, dall’altra country romantico con quadretti, abat-jour di tulle e lenzuola fiorite. A letto insieme tutti contenti, ma ognuno con i propri gusti.

Le individualità e gli individualismi poi però si incontrano e si aggregano tra loro. Il topos eletto non è più il soggiorno o la sala da pranzo, bensì direttamente la cucina. Contravvenendo l’adagio della cultura popolare “Troppi cuochi guastano la cucina”, Ikea titola “I cuochi non sono mai troppi” (pag. 110), esaltando la pratica della cucina collettiva. Tutto bello, però preferiremmo non assaggiare i manicaretti che escono fuori da questo laboratorio sociale. Al contrario delle brochure dei design brand di arredamento, con foto di cucine che sembrano ambulatori del veterinario e camere da letto fredde e inabitate, sui catologhi Ikea viene rappresentato un meraviglioso casino, lo stesso che troviamo nelle nostre case (anche se, come ha scritto di recente il Wall Street Journal, il risultato delle foto non è reale, ma frutto di sofisticate tecniche di 3D design e ritocchi di photoshop). Prendiamo ad esempio gli armadi. Quelli ritratti nella bibbia Ikea sono strapieni, con un miliardo di scarpe affastellate, una borsa sopra l’altra (pag. 42), ovvero come le teniamo tutti noi, e non con quattro giacche, divise per sfumature di grigio.

Dicevamo, le case sono sempre più piccole, ma le cose da contenere sono più o meno sempre le stesse. Nel catalogo 2013 la razionalizzazione e lo sfruttamento dello spazio arriva a dei livelli inauditi. Mentre prima ci si fermava agli spazi dietro le porte, o altri loculi facilmente raggiungibili, oggi si arriva ai vestiti appesi al soffitto e a mille sospensioni. Una parte consistente del catalogo è dedicato a stoffe e al tessile (pag. 180, 288, 294), considerate non tanto come accessorio puramente estetico, ma come soluzione funzionale e a bassissimo costo per la divisione dello spazio, o per riutilizzare oggetti vecchi (tavolini, cornici, ecc..) foderandoli con i tessuti.

A pag. 154-155 c’è un’efficace riprova di come, con un centinaio di euri, è possibile trasformare completamente il proprio soggiorno soltanto cambiando i tessuti. Del resto il titolo del catalogo globale è “Nuova vita alla tua casa”, ovvero modificando piccoli dettagli si ottiene lo stesso risultando di quando, un tempo, si cambiavano i mobili.

Ultima cosa: al contrario di alcune marchi che stanno utilizzando la parola crisi come tool di marketing e come ricorrenza fissa dei loro copy, qui non viene mai nominata ma evocata nei fatti e nelle soluzioni.

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