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05:32 martedì 17 febbraio 2026
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

I fratelli Farrelly

15 Giugno 2011

Dopo Unforgiven, una nuova rubrica di cinema sempre a cura di Federico Bernocchi. Si chiama Nitrato d’argento e si occuperà a 360° di  storie, film e personaggi della settima arte.

Come rendersi conto che ormai il tuo tempo è passato? Facilissimo. Se la locandina del tuo ultimo film, datato 2011, ricorda il tuo più grande successo commerciale, datato 1998, c’è qualcosa che non va. Questo è quello che è successo a Bobby e Peter Farrelly. L’affiche di Libera Uscita, la loro ultima fatica (in originale Hall Pass), ci ricorda che loro sono proprio quelli di Tutti Pazzi Per Mary. Metà delle recensioni che si trovano sparse per la rete hanno un titolo che in qualche modo ricorda quel film (Tutti pazzi per il matrimonio, Tutti pazzi per il tradimento, e via di fantasia) e in generale sembra che in questi ultimi tredici anni (13. Sono tanti) quelli che venivano chiamati “i ragazzacci di Hollywood” non abbiano fatto nulla. Perché? Cos’è accaduto? Da una parte sono cambiate le regole della commedia e dall’altra i ragazzacci sono maturati. Peccato che invece di diventare degli scomodi adulti, si sono trasformati in placidi cinquantacinquenni con poco da dire. Anzi, peggio: i due sono dei placidi cinquantacinquenni convinti di essere ancora dei bad boys. Peccato che il loro sia un cinema che col tempo ha perso qualsiasi traccia di quell’umorismo scorretto e graffiante degli esordi e per diventare noioso e accomodante.

Inizialmente i due erano riusciti nella difficile impresa di utilizzare un umorismo di grana grossa (ricordiamo che una delle gag principali di Tutti Pazzi Per Mary ha a che fare con i capelli di Cameron Diaz e dello sperma) in film che nascondevano qualcosa da dire. I Farrelly, per un certo periodo, sono stati tra i pochi a capire la potenza e l’efficacia di una battuta scorretta. In barba a un cinema ipocrita come quello americano di fine secolo scorso, loro si prendevano la libertà di scherzare su disabili, obesi, gemelli siamesi e schizofrenici. Gli esempi più alti di questo loro discorso sono due film molto diversi tra loro. Da una parte Shallow Hal (Amore a Prima Svista) e dall’altra Stuck On You (Fratelli Per La Pelle). Il primo, uscito nel 2001, racconta la storia di un uomo, Jack Black, in grado di vedere la “bellezza interiore” delle persone. Fatto che lo porta a innamorarsi di una megacicciona per tutti repellente, ma che per lui ha le fattezze di Gwyneth Paltrow. Come si diceva poco sopra, una trama che si prende gioco degli stereotipi e delle discriminazioni nei confronti degli obesi, appesantita però da una scarsa efficacia cinematografica. Alla quarta gag incentrata sul fatto che la smilza Gwyneth è in realtà un’obesa, il tutto comincia a mostrare ampiamente la corda. Discorso totalmente differente per Stuck On You, unico esempio mondiale di commedia incentrata su due gemelli siamesi. I protagonisti di questo stranissimo film – forse il più programmatico dei due fratelli, sicuramente il meno compreso – sono Matt Damon e Greg Kinnear, nati con una parte di schiena in comune. Quanto è timido e riservato il primo, tanto è un pavone scatenato il secondo. I due si trasferiscono da una piccola cittadina di provincia a Los Angeles, per seguire i sogni di gloria di Kinnear, deciso a diventare un grande attore. Stuck On You ha un’idea di base talmente folle che non può non conquistare e ha due importantissimi pregi. Il primo è quello di rendere evidente ma non didascalico la parte “sociale” del film. I veri mostri non sono quelli come i due siamesi o la piccola comunità di freaks che loro trovano a L.A., ma ovviamente quelli che li giudicano. Il secondo è la capacità dei due di non fossilizzarsi solo su un espediente comico (“Hey, sono attaccati!”), ma di riuscire a rinnovarsi e cambiare in continuazione.

Come abbiamo detto però, Stuck On You non porta a casa i soldi sperati e la stella dei Farrelly comincia a brillare sempre meno. A questo si aggiungono due fattori. Il primo è la produzione nel 2005 di The Ringer – L’Imbucato. Un po’ come il povero George A. Romero, costretto a inserire forzatamente visioni politiche nei suoi film sugli zombie, i Farrelly si convincono che è giusto produrre un film in cui Johnny Knoxville si finge disabile per poter partecipare alle Paralimpiadi. L’intento è al solito quello di sbeffeggiare i luoghi comuni sui disabili, ma il gioco questa volta è fin troppo scoperto e sono in pochi quelli che ci cascano. Il fattore però più importante nella sconfitta dei Farrely è l’imporsi di un nuovo tipo di commedia, che per comodità identifichiamo con Judd Apatow. Sempre del 2005 esce infatti 40 Anni Vergine, pellicola che sposta l’attenzione del cinema comico a stelle e strisce sugli eterni bambinoni, su uomini maturi incapaci di maturare. I Farrelly, dopo aver perso tempo a realizzare L’Amore in Gioco remake americano di Fever Pitch (Febbre a 90°), tentano di saltare sul carrozzone del vincitore con Lo Spaccacuori (in originale The Heartbreak Kid) con un appannato Ben Stiller che scopre di aver sposato la donna sbagliata. Ma il vero tracollo è proprio il loro ultimo Hall Pass – Libera Uscita. Qui Owen Wilson e Jason Sudeikis sono due uomini sposati ormai da tempo che ci mettono ben 105 minuti per decidere che fare le corna alla propria moglie è una costa tanto tanto brutta e che il massimo della vita è stare sul divano in tuta a guardare le repliche di C’è Posta Per Te. La cosa drammatica del film è la volontà di risultare scomodi e scorretti, quando in realtà al massimo si dicono le parolacce e tutto risulta spaventosamente moralizzante, conservatore e normalizzante. I nobili freaks dei Farrelly sono scomparsi e al centro dei loro film oggi trovano spazio proprio quei mostri che un tempo venivano messi alla berlina. Peccato. Dispiace moltissimo vedere in un filmetto senza personalità come questo, pezzi da novanta come il grande Stephen Merchant (messo a tradimento nella locandina, anche se compare in tutto forse per quattro minuti) e quella faccia da cinema che è Richard Jenkins. E mentre un tempo gli attori facevano a gara per finire in un loro film, oggi scappano dal loro set. Questo è quanto accaduto con Sean Penn, Benicio del Toro e Jim Carrey che hanno abbandonato il rischiosissimo nuovo progetto dei Farrelly: un remake di The Three Stooges, i Tre Marmittoni. Che paura.

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