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07:11 mercoledì 15 aprile 2026
Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.
C’è un book club in cui si pagano 1500 euro per leggere in silenzio assieme a degli sconosciuti a cui non bisogna rivolgere la parola Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.
Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.
Al caso della “famiglia nel bosco” adesso si è aggiunto anche un film prima svelato e poi smentito nel giro di 24 ore I giornali hanno riportato di un accordo quasi fatto con Netflix. Accordo che è stato poi smentito dall'avvocata della famiglia e dalla stessa Netflix.
Un tizio ha registrato più di 10mila concerti di band leggendarie quando ancora non erano famose e ora sta mettendo tutta la sua collezione su Internet, disponibile gratuitamente per tutti Lui si chiama Aadam Jacobs, ha collezionato migliaia di bootleg di (tra gli altri) Nirvana, R.E.M., The Cure, Depeche Mode, Sonic Youth e Björk. E adesso li metterà tutti online.
In realtà, quella tra Usa e Vaticano è una crisi diplomatica che prosegue da settimane e che va molto oltre gli insulti di Trump al Papa L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.

I cibi che mangeremo nel 2050

03 Gennaio 2017

Oggi ci sono circa sette miliardi e mezzo di esseri umani sulla Terra, le Nazioni Unite stimano che nel 2030 saremo otto miliardi e mezzo e che nel 2050 la popolazione mondiale sfiorerà i dieci miliardi. Viene naturale chiedersi che cosa mangerà tutta questa gente, anche perché la produzione del cibo secondo il modello attuale – agricoltura, allevamento, pesca, eccetera – grava sull’ambiente, appare poco sostenibile già oggi, figuriamoci in un domani molto più affollato. Gizmodo ha provato ad avanzare qualche ipotesi: nel futuro mangeremo insetti, come già si ipotizza da tempo, ma anche carne sintetica, pesce d’allevamento, “pesce finto” sintetizzato in laboratorio, alghe, un sacco di cose geneticamente modificate e cibo stampato in 3D.

Mangiare insetti

Grilli e cavallette contengono molte proteine, inoltre consumano meno acqua e producono meno CO2 rispetto agli animali cui siamo più abituati, nota sul sito il science writer Ryan Mandelbaum, salvo poi osservare che il dibattito sull’eco-sostenibilità di una dieta a base di insetti è aperta. È da qualche anno, aggiunge, che gli scienziati sostengono che la produzione di carne artificiale in laboratorio è fattibile ed ecologicamente sostenibile (c’è chi la chiama «carne sintetica» e chi «carne in vitro»), e c’è già una società la New Wave Foods, che sta facendo ricerche per applicare lo stesso principio alla produzione di «pesce finto». Quanto al cibo stampato in 3D, prosegue Mandelbaum, la Nasa sta studiando la questione, anche se in quel caso l’obiettivo è più che altro «risparmiare tempo in cucina» più che salvaguardare il pianeta.

Sembra soltanto un divertissement, ma in realtà che cosa mangeremo nel futuro è un tema che interessa diversi studiosi, che tocca questioni importanti di sostenibilità economica e ambientale, nonché le nuove tecnologie. Lo scorso dicembre l’università di Harvard ha organizzato una tavola rotonda sul tema, dove vari esperti hanno discusso «della questione sempre più urgente di come nutrire» una popolazione globale crescente proprio mentre i cambiamenti climatici stanno «mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare» di alcune zone del mondo.

Nelle immagini: un hamburger con insetti servito al ristorante Occidental di Washington DC, 2014 (Keren Bleier/Afp/Getty); lecca-lecca di insetti distribuiti a Londra in occasione di un evento nel 2013 (Dan Kitwood/Getty)
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