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11:29 mercoledì 7 ottobre 2026
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».

Hotel Trussardi

20 Giugno 2011

Suzy Menkes aspetta sulla soglia della hall di un hotel immaginario. Poco importa se a pochi civici a fianco ci sia il Grand Hotel et de Milan perché al momento l’hotel della Fashion Week Milano Uomo è Palazzo Trussardi in Piazza Scala che, per l’occasione, è stato convertito appunto a simil hotel. L’occasione del caso è la presentazione della p/e 2012 prima collezione di Umit Benan Sahin, nuovo direttore creativo del marchio bergamasco che arriva a gamba tesa in un Centenario ampiamente festeggiato dal brand, a cui mancava solo un cambio di guardia al fronte creativo.

Con la promozione di Umit Benan Sahit, designer turco-tedesco ma prontamente milanese da quando, dopo collaborazioni alla corte di Marc Jacobs, ha vinto il Who’s Next Award nel 2009, Trussardi mette in chiaro il futuro post Milan Vukmirovic. E tutto quadra. Suzy Menkez sulla porta della hall inclusa. La giornalista infatti era tra coloro che hanno accolto il futuro Trussardi in arrivo ieri pomeriggio al palazzo della maison: sulla soglia la reporter dell’International Herald Tribune (che guarda caso 24 ore prima era uscito con una cover luxe dedicata alla famiglia Trussardi, tra foto ricordo e patchwork generazionali) ha visto entrare la collezione disegnata da Umit Benan Sahin indossata da ex modelli e non modelli, che scesi da auto d’epoca varcavano la soglia dell’hotel come viaggiatori in arrivo.

Un’inusuale passerella che occupava parte di Piazza Scala, poi auto d’antant e bici artigianali da buon borghese in città e il capitolo di poche stagioni prima, etno-chic con pellami must(odontici), è stato tolto da sussidiario. La nuova visione Trussardi ripesca da un archivio che parla parecchio italiano e anche i pezzi must della P/E 2012 tornano a parlare la stessa lingua. Che dice “valigia” per quando si scende da una cadillac storica, che risponde a blazer e pantalone da weekend per quando si esce da una Mini molto brit e poco britannia se contestualizzata tra le colline toscane. E ancora, uomini barbuti che attraversano le vie del nuovo Oriente  (quello della vicina Istanbul,  la stessa matrice del nuovo designer di casa e infatti a scendere da una berlina blu è lo zio di Benan) e planano stanchi e affascinanti nel palazzo Trussardi. Il viaggio à rebours di Trussardi continua: a rivangare quella strana aria sana e benestante che sono sati gli anni Ottanta, d’oro, del brand. Il ripescaggio degli storici sedili Alitalia rieditati dal Michael Young durante lo scorso Salone del Mobile (direttore della parte design che abbiamo incontrato e intervistato nel numero due) era stata solo un’anticipazione della necessità di rimettere in moto i desideri cosmopoliti: a partire  dal concetto di viaggio reso istituzione da Nicola Trussardi anni prima con set da viaggio in pelle, come valige perfette da impilare per poi guidare su roboanti auto da parco macchine plus. Un ritorno e una conferma: quella dei pellami come passaporto di un Gran Tour i cui souvenir sono tailleur “innamorati” delle spezie incontrate sul percorso.

E se da un lato continuano gli appuntamenti da calendario (e non solo) di Trussardi peri suoi 100 anni, rimane il fatto che il brand dopo uno show a Pitti lo scorso gennaio dal sitting limited, questa volta sia cascato nella stessa rete di Missoni: far vivere  lo show con chi non ha percepito minima allure da fashion week. Skater con cittadinanza a O.C. che sfrecciano per le vie del centro, diminuzione di taxi e il suono dei flash: queste le varianti tangibili che permettono ai non addetti ai lavori di percepire la FW a Milano. Poi però l’invasione di campo aumenta e se Missoni ha iniziato per primo a far sfilare en plein air tra le colonne di San Lorenzo, Trussardi ha messo in piazza il suo futuro e ha regalato alla città una sequela di modelli che hanno sfilato davanti a un pubblico non richiesto ma semplicemente di passaggio in una caldissima domenica pomeriggio in centro, dove in una singolare performance i modelli scendevano dalle auto storiche ed entravano sotto stretta sorveglianza dei taccuini del caso.

L’arrivo delle star celeb si è sommata alle altre uscite (o arrivi visto l’effetto check in alberghiero) di newcomer-sosia del rapper Pharrell Williams per un fuoco incorociato di modelli che hanno sdoganato un altro casting per maison Trussardi: quello ispirato dalla strada -metodo caro a Umit Benin- per cui i modelli debbano essere verosimili uomini  in coda per un taxi fuori dall’aeroporto così come giovani creativi che riscoprono Milano sulla bicicletta artigianale. “Perché tutti tornavano” da un lungo viaggio in giro per il mondo. Un figliol prodigo andato in cerca del proprio dna cosmopolita.

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