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18:40 mercoledì 26 agosto 2026
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.

Fotografie per non abituarsi alla guerra

Dall’8 Novembre, al Memoriale della Shoah di Milano, le foto scattate in Ucraina da Stefano Rosselli raccontano la vita di chi sopravvive e continua a vivere in mezzo al conflitto.

06 Novembre 2023

Dall’8 novembre al 7 gennaio 2024, al Memoriale della Shoah di Milano, è possibile visitare la trasposizione in formato mostra del libro Ucraina (Feltrinelli), con le fotografie di Stefano Rosselli e i testi di Massimo Recalcati. Protagonisti assoluti dell’esposizione, curata da Maria Vittoria Baravelli, di cui riportiamo il testo introduttivo, saranno i lavori realizzati da Rosselli nei tre viaggi organizzati in Ucraina da febbraio 2023. Oltre 60 scatti a colori che raccontano la quotidianità di chi “rimane”: «Un missile inesploso conficcato in un campo. Sullo sfondo lontano un uomo, portando sulle spalle una falce, sembra recarsi al lavoro. La presenza inquietante della guerra non annulla mai del tutto il ritmo ordinario della vita. Sopravvivere è, infatti, il mestiere più proprio dell’umano».

Stefano Rosselli, Aprile 2022, Kiev, centro commerciale Retroville dopo il bombardamento

Stefano Rosselli, Aprile 2022, Borodyanka

Certo non possiamo dare torto a Susan Sontag, scrittrice e filosofa, quando spiegava che non spetta a una fotografia l’arduo compito di rimediare alla nostra fatale ignoranza della Storia e delle cause delle sofferenze che essa individua e inquadra. Eppure, l’arte fotografica gioca sempre su un doppio crinale. Da un lato lo scatto cerca di intrattenere, di creare un mondo lontano, bello, che non turbi l’osservatore. È la fotografia come divertissement – pensiamo al cinema, al lifestyle, alla pubblicità – un mondo in cui, come suggerisce la parola, riusciamo a divergere da noi stessi. Dall’altro lato, invece, come in questo caso, la fotografia si fa racconto di ciò che succede nel mondo, scatti che cercano di immortalare ciò che non vorremmo vedere mai, documenti fedeli di avvenimenti che ci rendono testimoni oculari, come se fossimo in piedi di fronte a quei fatti che sembravano lontani. Le immagini diventano messaggere di realtà che forzano la nostra volontà di sapere.

È fondamentale, come affermava Nietzsche, dialogare con l’ombra, sia essa la nostra o quella che ci circonda. Sensibilizza e problematizza il nostro rapporto con il dolore, con la guerra e con la violenza. Ciò che possiamo scegliere di fare è soffermarci sul valore etico di quello che guardiamo. Possiamo arbitrariamente decidere di non distrarci – di non divergere – di non girare la testa dall’altra parte e di non distogliere gli occhi dallo schermo o dal giornale.

Un’immagine è una rappresentazione che oscilla tra la bidimensionalità e l’immaterialità. Ma è davvero tutto lì? Dobbiamo sforzarci di immaginare che tutto quello che vediamo non si limiti a ciò che la nostra retina percepisce. Andando oltre il soggetto vediamo le tracce di una storia. Per questo la fotografia, per me, rimane comunque una “superficie profonda”, perché ciò che mostra non esaurisce ciò che in realtà esiste.

Stefano Rosselli, Giugno 2022, Villaggio di Olizarivka

Stefano Rosselli, Giugno 2023, Chasov Yar frontline, Carristi si riposano dopo aver sparato contro le linee nemiche

Stefano Rosselli, Giugno 2023, Kramators’k, Bombardamento sulla città

Stefano Rosselli ha passato quasi 100 giorni in Ucraina. Questa mostra racconta quelle giornate, in un Paese straziato dal conflitto. La guerra distrugge. La guerra svuota. La guerra spacca e squarcia. La guerra frantuma. Lo dimostrano gli edifici spezzati, eloquenti quasi quando la carne martoriata dei reduci dei combattimenti e degli attentati. Le immagini documentano il dolore di quel mondo offeso e ci rendono testimoni oculari.

Oggi, dice Joan Fontcuberta, viviamo in un’epoca post-fotografica: abitiamo l’immagine nella stessa misura in cui essa abita noi. Siamo immersi in un’asfissia del consumo e in un’iperconessione con il mondo intero che ormai abbiamo interiorizzato, e ogni giorno passano sotto i nostri occhi, più o meno consapevolmente, così tante immagini che ci siamo assuefatti a tutto. Alla vita, alla morte. Al dolore degli altri.

Stefano Rosselli, Giugno 2023, Mykolaiv, Ragazza sul fiume Bug

Stefano Rosselli, Giugno 2023, Lago di Slov”jans’k

Stefano Rosselli si occupa di immagine da trent’anni, di queste superfici profonde che trasmettono sentimenti, emozioni e che cercano di raccontare ciò che le parole non riescono a esprimere. Da febbraio 2023 è andato in Ucraina tre volte, per compiere un lungo reportage sulla guerra. E non è solo lo scontro di eserciti, ma anche e soprattutto l’esistenza di migliaia di civili la cui normalità viene interrotta, le abitudini sovvertite in un mondo che infine si sdoppia. La vita di chi muore, e di chi vive. La vita di chi spera che qualcosa all’orizzonte possa esistere.

La mostra racconta i tanti volti della guerra, li setaccia e li documenta. Racconta dei civili e dei soldati. Di chi parte e di chi non ha più niente da perdere. Sono fotografie che, pur portandola inevitabilmente con sé, non indagano la morte, ma scelgono la vita di chi sopravvive e continua a vivere a contatto con la guerra. Un bacio a un corpo freddo. Un uomo che guarda fuori dalla finestra di un edificio sventrato. L’erba alta in un campetto di pallone, cresciuta perché lì hanno messo le mine. Ma anche un bambino che ha cercato di salvare il suo gatto e una mamma senza nome che nonostante i bombardamenti all’orizzonte pettina fiduciosamente il figlio, come se non volesse farsi prendere alla sprovvista. Ci si presenta spettinati a un incontro? No, soprattutto se l’incontro è con un sogno, con una speranza o con il futuro.

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