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23:32 lunedì 12 ottobre 2026
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Il Guardian ha recensito di nuovo il primo film di Harry Potter, 20 anni dopo

28 Ottobre 2021

Albus Silente e la Professoressa McGranitt aspettano Hagrid in un sobborgo londinese di notte. Una volta arrivato il gigante-mago con il piccolo Harry, il preside appoggia il fagotto davanti a casa degli zii del bambino, «è meglio che cresca lontano da tutto questo, almeno finché non sarà pronto», dice. Nei primi tre minuti di quello che si rileverà uno dei più grandi franchise di tutti i tempi s’intuisce la potenza del film: un mondo completamente nuovo e diverso in cui milioni di bambini, e non solo, si sarebbero immersi e immedesimati. Peter Bradshaw, critico cinematografico del Guardian, ha recensito Harry Potter e la pietra filosofale nel ventennale della sua uscita, nel novembre del 2001, per la quale verrà proiettata, in Gran Bretagna, una versione speciale con 20 minuti di scene tagliate dall’originale. «Il primissimo film di Harry Potter, Harry Potter e la pietra filosofale è ora ripresentato dopo vent’anni, in un mondo piuttosto diverso», scrive Bradshaw, non riferendosi solo agli attori che sono scomparsi nel frattempo, come quelli che hanno rappresentato per anni Silente, Piton e il terribile zio di Harry. «È incredibile e commovente ricordare la pura eccitazione di quella prima nel novembre 2001 […] Harry Potter è stato presentato nei cinema mentre eravamo ancora tutti storditi dall’11 settembre», ricorda il critico. 

Il bilancio dopo le prime due decadi è più che positivo, tanto che il film si è guadagnato le ambite cinque stelle del Guardian, e le considerazioni sugli attori sono taglienti: «Robert Pattinson (interpretando Cedric Diggory in Il calice di fuoco), è stato l’unico a portare realmente avanti la carriera», commenta Bradshaw, precisando però: «Ma non riesco a pensare a questi personaggi interpretati da altri attori: il pensiero che le storie vengano rifatte o riadattate con un cast diverso è un’eresia».

Se ora il film è considerato «ancora molto divertente e spettacolare, con un impeto di nostalgia che si accompagna all’euforia del divertimento», è curioso leggere la recensione che il Guardian, sempre attraverso la penna di Peter Bradshaw, diede proprio allora, nel novembre 2001, in occasione della prima de La pietra filosofale. «Nessuna serie cinematografica potrebbe essere più epica di questa. Ha le gambe. Ha le ali. Ha manici di scopa su cui sfrecciare. La grande saga di H.P. potrebbe rivaleggiare con i film di James Bond per la tenacia, ed è interessante e stimolante che Harry sia destinato a invecchiare in tempo reale, portando i suoi fan con sé attraverso l’adolescenza. Anche da solo, è un film di grande successo, e ho sorriso di piacere per tutto il tempo», scriveva Bradshaw vent’anni fa. 

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