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Charli xcx sarà produttrice e protagonista del nuovo film di Takashi Miike Chiusa ufficialmente la brat summer, la cantante ha deciso di dedicarsi al cinema.
A Parigi hanno dimostrato che la migliore arma contro l’inquinamento è la pedonalizzazione 100 strade chiuse al traffico in 10 anni, inquinamento calato del 50 per cento.
Tutti i media hanno ripreso un articolo di Reuters sulla vibrazione atmosferica indotta, che però non c’entra niente con il blackout iberico (e forse non esiste) E infatti Reuters quell'articolo è stata costretta a cancellarlo.
La chiusura della più famosa sauna di Bruxelles è un grosso problema per la diplomazia internazionale A Bruxelles tutti amano la sauna nella sede della rappresentanza permanente della Finlandia. Che ora però resterà chiusa almeno un anno.
C’è un cardinale che potrebbe non partecipare al conclave perché non si riesce a capire quando è nato Philippe Nakellentuba Ouédraogo, arcivescovo emerito di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, ha 80 anni o 79? Nessuno riesce a trovare la risposta.
La Corte europea ha vietato ai super ricchi di comprarsi la cittadinanza maltese Per la sorpresa di nessuno, si è scoperto che vendere "passaporti d'oro" non è legale.
Una nuova casa editrice indipendente pubblicherà soltanto libri scritti da maschi Tratterà temi come paternità, mascolinità, sesso, relazioni e «il modo in cui si affronta il XXI secolo da uomini».
Nella classifica dei peggiori blackout della storia, quello in Spagna e Portogallo si piazza piuttosto in basso Nonostante abbia interessato 58 milioni di persone, ce ne sono stati altri molto peggiori.

Guai in vista per Media Matters

14 Febbraio 2012

Media Matters vs Fox News

L’organizzazione Media Matters si autodefinisce «un centro di ricerca e informazione progressista dedicato a monitorare, analizzare e correggere la disinformazione di stampo conservatore nei media statunitensi». Lanciata nel 2004 dall’attivista David Brock, mira a influenzare l’agenda dei media allo scopo di rispondere al sospetto bombardamento mediatico pro-conservatori di tv e giornali. È stata particolarmente attiva ai tempi di George W. Bush, impegnata a mascherare bugie, imprecisioni e imporre la propria linea ai mass media Usa. Nata con la missione di offrire un’informazione più affidabile e meno schierata possibile, Media Matters si ritrova oggi nel mezzo del ciclone, accusata di spionaggio e altri comportamenti che qualcuno ha definito giustamente “nixoniani”. Vediamo cosa è successo.

The Daily Caller, news site politico statunitense, ha pubblicato una lunga inchiesta sul movimento e il suo fondatore che sta facendo molto discutere. Gli autori dell’articolo, Tucker Carlson e Vince Coglianese, hanno raccontato come Media Matters abbia finito in pochi anni per condizionare pesantemente molte testate giornalistiche con una potenza di fuoco che si è diffusa anche nella blogosfera, trasformando un’organizzazione di sorveglianza e reazione a dei presunti soprusi in un nuovo potere politico-mediatico. L’inchiesta si dilunga innanzitutto sulle stranzze del fondatore Brock, che da anni esige una scorta armata dovunque vada, sostendendo di essere in costante pericolo di vita – anche se il suo assistente personale tiene una Glock non denunciata sempre con sé.

Il nemico per eccellenza dell’organizzazione è Fox News, il canale all news di proprietà di News Corp. (il gruppo di Rupert Murdoch), palesemente schierato a destra. Secondo il Daily Caller, però, Brock si è rivelato letteralmente ossessionato dalla rete televisiva conservatrice. In un’occasione arrivò a dire pubblicamente che andava affrontato con «atti di guerriglia e sabotaggio» e  – scrive il Caller sulla base di alcune e-mail di cui è entrato in possesso – anche con lo spionaggio. Per esempio: utilizzando investigatori privati per spiare giornalisti, dipendenti e dirigenti del network, alla ricerca di qualche scheletro nell’armadio da sfruttare per screditare il network.

L’altro elemento della vicenda riguarda lo stretto legame che l’organizzazione pare abbia instaurato con la Casa Bianca obamiana negli ultimi anni: presi di posizioni molto simili, agende pressoché identiche e così via. Oggi, Carlson del Daily Caller ha parlato della sua inchiesta – che proseguierà nei prossimi giorni – ai microfoni di Fox News. Ecco il video ripreso da Dylan Byers di Politico:

Una cosa è certa: se i fatti riportati dal giornale online dovessero risultare veri, sarebbe una batosta per Media Matters, che da paladino della giusta informazione si ritroverebbe l’artefice di una nuova caccia alle streghe anti-repubblicani. E se il legame tra l’organizzazione e la Casa Bianca dovesse essere provati sarebbe una bella grana per Obama e i democratici, impegnati in campagna elettorale.

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