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Belleville ha lanciato una borsa di studio di scrittura creativa per chi non può permettersi una scuola di scrittura creativa Si chiama "Arrivare a fine mese" e possono richiederla tutti coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro annui.
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nell’addattamento di La campana di vetro di Sylvia Plath Sarà Esther Greenwood nel film tratto da uno dei classici della sad girl literature: a dirigerlo dovrebbe essere la regista premio Oscar Sarah Polley.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.

Il governo Barnier è stato il più breve nella storia della Quinta Repubblica francese

05 Dicembre 2024

C’è stata un’epoca in cui l’Italia poteva rivendicare il primato europeo dell’instabilità di governo: governi che duravano meno di una stagione, Presidenti del consiglio che non facevano in tempo a finire il trasloco a Palazzo Chigi che già erano costretti a sgombrare gli alloggi. Ma viviamo tempi nuovi, ce lo siamo ripetuti tante volte: così nuovi che adesso i governi più traballanti d’Europa sono niente meno che quello tedesco e quello francese. Anzi, quest’ultimo non rientra più nella categoria, ha finito oggi di traballare. Il governo di Michel Barnier è caduto, la mozione di sfiducia nei suoi confronti è passata, la soglia dei 288 voti necessari a farlo cadere è stata abbondantemente superata: 331, alla fine, sono stati i deputati che hanno votato la sfiducia al governo, una scelta sulla quale si sono ritrovati d’accordo la destra del Rassemblement National e la sinistra del Nuovo Fronte Popolare. Al voto di sfiducia si è arrivati per iniziativa parlamentare della sinistra, sostenuta, come detto, dalla destra. Il governo è caduto a causa di una manovra finanziaria caratterizzata da fortissimi tagli alla spesa pubblica, secondo Barnier indispensabili per tenere a bada l’ormai preoccupante debito pubblico francese.

Del governo Barnier resterà un record: è il più breve nella storia della Quinta Repubblica francese, vale a dire di tutti i governi che si sono succeduti nel Paese dal 1958 a oggi. In questo grafico pubblicato sul sito di Le Monde si nota subito una cosa: tutti i governi più brevi della Francia contemporanea sono piuttosto recenti, ben sei di quelli che sono durati di meno si sono instaurati dal 2012 a oggi. In ogni caso, nessuno è durato poco quanto quello di Barnier: 90 giorni soltanto. Inoltre, l’ormai ex Primo ministro è uno dei soli sei a essere rimasti in carica per meno di un anno, oltre che uno dei due a essere costretto alle dimissioni da un voto di sfiducia del Parlamento.

Non che questo finale abbia sorpreso nessuno: era ampiamente previsto che sarebbe andata a finire così. Di fatto, quello di Barnier è stato sin dall’inizio un governo di minoranza, osteggiato da quasi tutto l’arco parlamentare e sostenuto convintamente solo dal Presidente Macron. Che, infatti, è stato citato spesso nelle dichiarazioni di voto dei parlamentari: sia per la destra che la sinistra le dimissioni di Barnier – dimissioni alle quali è costituzionalmente obbligato – sono solo il primo passo, l’obiettivo è la fine della presidenza Macron (al quale, però, restano ancora due anni di mandato). Quest’ultimo ha annunciato che questa sera parlerà alla nazione e ha già cominciato i colloqui informali, alla ricerca di un nuovo Primo ministro.

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