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19:37 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
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Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
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Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Perché la sciarpa aborigena di Gisele Pelicot è diventata un simbolo

20 Dicembre 2024

Del processo Pelicot resteranno l’orrore dei fatti e il coraggio di Gisele Pelicot. È diventata un simbolo, un’ispirazione per milioni di donne in tutto il mondo. Donne come quelle dell’Australia’s Older Women’s Network, che «in segno di sostegno e gratitudine» hanno regalato a Pelicot una sciarpa, la sciarpa che le abbiamo visto indossare mentre veniva pronunciata la sentenza di condanna al suo ex marito e agli altri 50 “Monsieur Tout-le-monde” (perché i media francesi chiamano così gli imputati nel processo lo abbiamo spiegato qui). «Una sciarpa è come un abbraccio… Ti cinge il collo e sta vicina al cuore», ha spiegato a Bbc Beverly Baker, la presidente dell’Australia’s Older Women’s Network. «Gliel’abbiamo inviata (la sciarpa, ndr) per solidarietà, per dirle che non è da sola, che le donne di tutto il mondo la sostengono».

Foto di Christophe Simon/AFP via Getty Images

Pelicot ha indossato questa sciarpa spesso, nei giorni del processo (compreso quello in cui ha fornito la sua testimonianza). La fantasia della sciarpa ritrae delle pozze di acqua salmastra che si trovano in Australia, nella regione di Pilbara: è un luogo-simbolo del popolo Martu, si chiama Wilarra ed è noto per le sue proprietà curative. Sul tessuto della sciarpa è anche raccontata una storia folkloristica, una favola: i protagonisti sono una famiglia di dingo, dei cuccioli che vengono accuditi e tenuti al sicuro dalla luna. Mulyatingki Marney, che questa sciarpa l’ha realizzata, è un’artista aborigena di 83 anni che ha voluto così raccontare a Pelicot e al mondo 60 mila anni di coraggio e resilienza delle donne indigene, la durezza della vita nel deserto e la violenza della colonizzazione.

Marney fa parte di un gruppo di artisti e artiste, Martumili Artists. Sylvia Wilson, rappresentante di questo gruppo, ha concesso un’intervista all’Australian Broadcasting Corporation in cui spiega che la sciarpa non simboleggia solo la forza di donne che sono sopravvissute a violenze inaudite. «Wilarra è un posto in cui si guarisce», ha detto: che è quello che tutti ci auguriamo per Gisele Pelicot.

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