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20:05 martedì 11 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Cos’ha detto Gisèle Pelicot nella testimonianza al suo processo

23 Ottobre 2024

«Lo stupratore non è qualcuno incontrato un parcheggio a tarda notte. Uno stupratore può essere anche in famiglia, tra i nostri amici». La testimonianza di Gisèle Pelicot, 71 anni, non è una testimonianza comune, non solo perché è molto difficile, anche per i più esperti di cronaca nera e giudiziaria, farsi venire in mente un caso simile, ma anche perché sta cambiando il modo in cui si parla di violenza sessuale. Già a settembre Pelicot avevo testimoniato al tribunale di Avignone contro i 51 uomini imputati con l’accusa di averla stuprata a sua insaputa con la complicità del suo ex marito Dominique Pelicot, un’assurda violenza andata avanti per 10 anni. Come abbiamo appreso, l’uomo le somministrava di nascosto dei farmaci per consentire agli uomini contattati online di entrare in casa e abusare di lei mentre era in uno stato di incoscienza. In quel caso la donna aveva raccontato di come aveva scoperto degli stupri e della sua relazione con l’ex marito, con cui era sposata da cinquant’anni.

Oggi, mercoledì 23 ottobre, Pelicot ha rilasciato una nuova testimonianza definendosi «una donna totalmente distrutta», e confermando la sua determinazione di parlare e raccontare pubblicamente tutto quello che ha passato per «cambiare la società». «Voglio che tutte le donne vittime di stupro – non solo quando sono state drogate, lo stupro esiste a tutti i livelli – dicano: la signora Pelicot l’ha fatto, possiamo farlo anche noi. Quando vieni stuprata provi vergogna, e non spetta a noi provare vergogna, spetta a loro».

Gisèle Pelicot ha continuato la sua testimonianza (qui la versione completa) rilasciando nuovi dettagli sull’orribile storia di cui è protagonista: «Avevo due cassetti pieni di biancheria, conoscevo bene la mia biancheria intima. Prediligevo il bianco e l’arancione, avevo calze bianche, avevo collant neri. La biancheria nei video non è la mia. Quella che ho visto nei video non mi appartiene, la teneva nascosta da qualche parte ma io non lo sapevo».

Si è perfino interrogata sul possibile motivo per cui il marito abbia deciso di creare un sistema del genere, portandolo avanti per 10 anni: «Ho pensato che forse non si è mai ripreso dal fatto che io avessi incontrato qualcuno nella mia vita. Mi sono spesso sentita responsabile. Ho pensato: non era forse vendetta, perché aveva sofferto così tanto per quella relazione? Ma ne avevamo parlato. Anche lui aveva avuto delle relazioni».  A un certo punto Gisèle Pelicot ha voluto rivolgersi direttamente al lui, chiamandolo Dominique, dicendo però che non voleva guardarlo: «Tante volte, mi sono detta che ero fortunata ad averti al mio fianco». Il marito si è infatti preso cura di lei per anni mentre soffriva problemi neurologici dei quali però non riusciva a ricevere una diagnosi precisa: era lui ad accompagnarla dal neurologo e dal ginecologo, era lui a starle vicino e a rassicurarla. Ma ora sappiamo che quei “problemi neurologici” erano interamente provocati dai farmaci che le somministrava di nascosto.

«Preparava molti pasti. Lo vedevo come una persona attenta. Una sera era venuto a prendermi alla stazione di Avignone dopo 10 giorni con i miei nipoti. Aveva già preparato il pasto: purè di patate. Due piatti erano già nel forno. A me le patate piacciono con l’olio d’oliva e a lui con il burro, quindi era facile capire quale piatto era il suo e quale il mio. Avevamo bevuto un bicchiere di vino bianco insieme. Non ho mai trovato niente di strano nelle mie patate. Spesso quando c’era una partita di calcio in tv, gliela lasciavo guardare da solo. Mi aveva portato il gelato a letto, il mio gusto preferito, lampone. E avevo pensato: “Quanto sono fortunata, è proprio un amore”». Pelicot parlerà ancora nelle fasi finali del processo, che durerà fino al 20 dicembre.

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