Hype ↓
13:33 martedì 6 ottobre 2026
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.
In appena tre giorni Naza ha incassato quanto Avengers: Endgame, Resident Evil e Brad Pitt Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.

Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo

Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».

06 Ottobre 2026

Quando sono cominciati gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a febbraio, nel mondo c’erano scorte per quasi dieci miliardi di barili di petrolio. Da allora ne sono stati utilizzati quasi tre. Lo ha detto lunedì Amin Nasser, amministratore delegato della compagnia petrolifera saudita Aramco (tra le più importanti del mondo, nonché primo finanziatore del governo saudita), intervenendo all’Energy Intelligence Forum di Londra. Secondo Nasser è andato perso circa il 30 per cento delle scorte mondiali e ora il cuscinetto che protegge l’offerta globale di petrolio è «spaventosamente risicate». Attingere alle riserve, ha aggiunto, può dare sollievo temporaneo, ma non risolve i problemi di approvvigionamento.

Il problema è lo Stretto di Hormuz. L’Iran lo ha bloccato in risposta agli attacchi e, nonostante sia stato dichiarato aperto o parzialmente aperto a più riprese che ricalcano i tempi delle trattative, resta chiuso a tempo indeterminato. Come scrive Politico, prima della guerra ci passava circa il 20 per cento del petrolio e del gas naturale del mondo, e la chiusura sta facendo salire i prezzi di entrambi mentre le scorte si consumano. «Finché lo stretto non riaprirà del tutto e non tornerà la fiducia – ha detto Nasser – la pressione non potrà che aumentare, e anche dopo la riapertura serviranno fino a due anni per ricostituire le scorte». Quelle d’emergenza, intanto, si stanno già svuotando. A marzo, poco dopo l’inizio della guerra, i trentadue Paesi che fanno parte dell’Agenzia internazionale dell’energia avevano deciso di mettere sul mercato quattrocento milioni di barili, il rilascio più grande della loro storia (il record precedente, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, era di 182,7 milioni). Le regole europee obbligano ogni paese dell’Unione a tenere da parte scorte pari ad almeno novanta giorni di importazioni nette o sessantuno di consumi, e attingerci adesso, avverte la CNN, rischia di lasciare l’Europa scoperta se le guerre in Medio Oriente e in Ucraina continueranno a interrompere le forniture.

Il punto più delicato è il gasolio. Gli Stati Uniti sono il primo esportatore al mondo, e la settimana scorsa Donald Trump ha detto di stare pensando di vietarne del tutto le esportazioni, per far scendere i prezzi interni prima delle elezioni di midterm di novembre. Un divieto toglierebbe dal mercato quasi un terzo del gasolio che viaggia via mare. A pagarlo per prima sarebbe l’Europa, che lo importa, proprio mentre la Russia ne blocca le esportazioni dall’8 luglio e ha appena prolungato il divieto fino alla fine di ottobre. Venerdì l’Europa ha ceduto. Dopo una videoconferenza presieduta da Emmanuel Macron, il G7 ha annunciato che metterà sul mercato fino a cento milioni di barili di gasolio e greggio in quattro mesi, con una parte consistente di gasolio già nei primi venti giorni. Lunedì (5 ottobre), a un comizio in Nebraska, Donald Trump ha poi firmato un ordine esecutivo che fino alla fine dell’anno permette di usare su strada il red diesel, il gasolio agricolo americano. Una sostanza chimicamente identica a quello normale, ma che non paga l’accisa federale di circa 24 centesimi al gallone (che equivale a 3,785 litri di benzina). Cento milioni di barili, intanto, sono circa un trentesimo di quelli che, secondo Nasser, sono già venuti a mancare.

Articoli Suggeriti
Finché sarà più facile costringere le vittime a nascondersi che i carnefici a pagare, avremo sempre un altro caso Cornell 7, avremo sempre la violenza di genere

Sette ragazzi violentano in gruppo una studentessa nel campus della Cornell University, negli Stati Uniti. La risposta delle istituzioni è la prova di come la vergogna non abbia affatto cambiato lato. Anzi.

Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle

Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.