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04:16 venerdì 22 maggio 2026
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

Giovani illustratori: Andrea Mongia

La terza intervista agli artisti coinvolti nel progetto New Italian Classic realizzato da Studio per Pitti Uomo 2016.

10 Giugno 2016

In occasione di Pitti Uomo, in programma da 14 al 17 giugno a Firenze, quattro autori scelti da Studio descrivono quattro concetti del nuovo vestire maschile e quattro illustratori danno forma alle loro parole. Per anticipare alcuni temi del progetto, stiamo pubblicando ogni giorno un’intervista a ognuno dei quattro disegnatori coinvolti con un portfolio dei loro lavori che ci piacciono. Oggi è il turno di Andrea Mongia: Nato nel 1989, abruzzese, vive a Roma ed è membro di Studio Pilar. Tra i suoi clienti: The New York Times, The Boston Globe, The Wall Street Journal, The Sunday Times Magazine, Variety, ProPublica, Loescher Editore, Leftloft, Donna Moderna, L’Unità e Rivista Studio.

 Cos’è per te un classico italiano?

Mastroianni davanti ad una natura morta di Morandi ne La Notte di Antonioni. Oppure la pizza, anche se preferisco gli spaghetti al pomodoro e Basilico, per il sapore e le foto.

 Quali sono i motivi ispiratori del tuo lavoro, le influenze, i maestri?

I libri, le storie delle persone, e tutte quelle cose che purtroppo non parlano, come le piante o i sassi. Mi piacciono molto i racconti, soprattutto quelli di Cheever e cerco di rubarne la sintesi. Continuo ad osservare i quadri di Goya e di Rothko, le illustrazioni di Pinter e di Matticchio. Mi ripeto sempre che basta poco per raccontare una storia, less is more ma il problema è che in less c’è tutto l’universo.

ⓢ Che differenze c’è tra il lavoro di illustrazione classico (editoriale) con quello che avete realizzato per Pitti, che ha un rapporto con lo spazio fisico? Quali difficoltà? Quali libertà?

Totalmente diverso: nel mio lavoro seguo solitamente un approccio narrativo o concettuale, il lavoro per Pitti è invece un’interpretazione astratta dell’abito sartoriale, ricorda le trame, i tessuti, i segni sulla stoffa. Inoltre è un lavoro di grande formato, pensato per essere visto anche da lontano, l’opposto del classico lavoro editoriale.

 Che rapporto hai con la moda? Come ti vesti? Cosa ti piace indossare?

La seguo di lato, più come ispirazione per il disegno che per scegliere cosa indossare. Personalmente preferisco abiti dalle forme semplici che mettono in risalto la trama del tessuto, i colori neutri ed i piccoli dettagli in contrasto.

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