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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Perché certe donne giapponesi copiano l’identità chicana

15 Aprile 2019

Con il termine chicano o chicana si intende l’identità scelta per sé dalla popolazione di origine messicana residente negli Stati Uniti d’America. Influenzate dalla popolarità internazionale delle automobili lowrider e film come Selena, Mi Vida Loca e Cheech e Chong, negli anni ’90 molte giovani giapponesi presero ad adottare il cosiddetto “chola style”, lo stile delle donne chicane, contraddistinto da trucco molto pesante (spesso corredato da ciglia finte e unghie lunghissime), rosari, grandi orecchini a cerchio, abiti da lavoro maschili e moltissimi tatuaggi, soprattutto sulle braccia, sul collo, sulle mani e sul viso. Il look della “chola giapponese” si basa quindi su un insieme di dettagli attinti dalle figure stereotipate dei film: come scrive Connie Wang su Refinery29, «caricature hollywoodiane di un gruppo di persone realmente esistenti».

Sembrerebbe di trovarsi di fronte a un caso di appropriazione culturale da manuale, ma non è così. Il caso delle Japanese Chicanas è in realtà ben lontano dall’ignoranza e dalla mancanza di rispetto che normalmente si accompagna alla pratica dell’appropriazione. Sarà per questo che, da qualche anno, il fenomeno desta un certo interesse: si va da Chicano, un documentario diretto dagli inglesi Louis Ellison e Jacob Hodgkinson nel 2017 (ne parlava CityLab in questo articolo, in cui trovate anche il trailer) a un video pubblicato dal New York Times a febbraio di quest’anno.

Più recentemente ne ha parlato Refinery29, dedicando all’argomento una puntata della terza stagione della docu-serie Style Out There, composta da mini-documentari che si propongono di esplorare le connessioni tra tra abbigliamento, cultura, politica e comunità in ogni parte del mondo. Nella terza stagione la conduttrice e giornalista Connie Wang racconta i modi in cui l’abbigliamento ha dato alle donne uno strumento per far sentire la propria voce. Attraverso queste storie, Wang sottolinea il modo in cui la moda si rapporta con le questioni sociali e tabù politici che vanno dalla connessione tra abbigliamento sexy e violenza sessuale ai casi in cui l’appropriazione culturale può rivelarsi sorprendentemente utile e produttiva. Ed è proprio di quest’ultimo caso che tratta il video sulle “chola giapponesi”: donne che fanno del loro meglio per mostrare rispetto – spesso attraverso un reale ed effettivo sostegno economico – alla cultura da cui prendono in prestito.

Non solo: l’adozione di questo specifico stile è stato per molte donne un modo per rispondere al ruolo imposto alla donna dalla società giapponese tradizionale: lungi dall’essere sottomesse, riservate, femminili, le chola continuano a utilizzare i loro vestiti e il loro atteggiamento per protestare contro quelle che considerano norme di genere ingiuste. Uno strano esempio di appropriazione culturale “positiva”, che complica il modo in cui tendiamo a giudicare questo genere di dinamiche.

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