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03:45 venerdì 13 marzo 2026
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.
C’è una nuova borsa di studio per chi non può permettersi un corso di scrittura creativa Si chiama "Arrivare a fine mese", sarà organizzata dall'agente Arianna Miazzo con il supporto della scuola di scrittura Belleville, e possono richiederla tutti coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro annui.
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nell’adattamento di La campana di vetro di Sylvia Plath Sarà Esther Greenwood nel film tratto da uno dei classici della sad girl literature: a dirigerlo dovrebbe essere la regista premio Oscar Sarah Polley.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.

Perché certe donne giapponesi copiano l’identità chicana

15 Aprile 2019

Con il termine chicano o chicana si intende l’identità scelta per sé dalla popolazione di origine messicana residente negli Stati Uniti d’America. Influenzate dalla popolarità internazionale delle automobili lowrider e film come Selena, Mi Vida Loca e Cheech e Chong, negli anni ’90 molte giovani giapponesi presero ad adottare il cosiddetto “chola style”, lo stile delle donne chicane, contraddistinto da trucco molto pesante (spesso corredato da ciglia finte e unghie lunghissime), rosari, grandi orecchini a cerchio, abiti da lavoro maschili e moltissimi tatuaggi, soprattutto sulle braccia, sul collo, sulle mani e sul viso. Il look della “chola giapponese” si basa quindi su un insieme di dettagli attinti dalle figure stereotipate dei film: come scrive Connie Wang su Refinery29, «caricature hollywoodiane di un gruppo di persone realmente esistenti».

Sembrerebbe di trovarsi di fronte a un caso di appropriazione culturale da manuale, ma non è così. Il caso delle Japanese Chicanas è in realtà ben lontano dall’ignoranza e dalla mancanza di rispetto che normalmente si accompagna alla pratica dell’appropriazione. Sarà per questo che, da qualche anno, il fenomeno desta un certo interesse: si va da Chicano, un documentario diretto dagli inglesi Louis Ellison e Jacob Hodgkinson nel 2017 (ne parlava CityLab in questo articolo, in cui trovate anche il trailer) a un video pubblicato dal New York Times a febbraio di quest’anno.

Più recentemente ne ha parlato Refinery29, dedicando all’argomento una puntata della terza stagione della docu-serie Style Out There, composta da mini-documentari che si propongono di esplorare le connessioni tra tra abbigliamento, cultura, politica e comunità in ogni parte del mondo. Nella terza stagione la conduttrice e giornalista Connie Wang racconta i modi in cui l’abbigliamento ha dato alle donne uno strumento per far sentire la propria voce. Attraverso queste storie, Wang sottolinea il modo in cui la moda si rapporta con le questioni sociali e tabù politici che vanno dalla connessione tra abbigliamento sexy e violenza sessuale ai casi in cui l’appropriazione culturale può rivelarsi sorprendentemente utile e produttiva. Ed è proprio di quest’ultimo caso che tratta il video sulle “chola giapponesi”: donne che fanno del loro meglio per mostrare rispetto – spesso attraverso un reale ed effettivo sostegno economico – alla cultura da cui prendono in prestito.

Non solo: l’adozione di questo specifico stile è stato per molte donne un modo per rispondere al ruolo imposto alla donna dalla società giapponese tradizionale: lungi dall’essere sottomesse, riservate, femminili, le chola continuano a utilizzare i loro vestiti e il loro atteggiamento per protestare contro quelle che considerano norme di genere ingiuste. Uno strano esempio di appropriazione culturale “positiva”, che complica il modo in cui tendiamo a giudicare questo genere di dinamiche.

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