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13:47 mercoledì 9 settembre 2026
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
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Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.

Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle

Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.

09 Settembre 2026

La città di New York ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Il portale è stato aperto martedì (8 settembre) dal sindaco Zohran Mamdani e raccoglie documenti comunali sull’impatto degli attacchi dell’11 settembre sull’aria e sulla salute, oltre che sulla risposta della città. La pubblicazione arriva insieme alla chiusura di due cause intentate da 9/11 Health Watch (un’organizzazione no profit nata dopo l’11 settembre per tutelare la salute dei soccorritori, dei sopravvissuti e delle famiglie colpiti dalle tossine sprigionate durante gli attentati), che si batteva da anni per ottenerli, e tre giorni prima del venticinquesimo anniversario degli attentati, in cui morirono quasi 3.000 persone a New York, a Washington e in Pennsylvania. «Per troppo tempo i newyorkesi hanno dovuto lottare per accedere a documenti che avrebbero dovuto essere a loro disposizione fin dall’inizio» ha detto Mamdani.

Il punto è cosa il Comune sapeva e quando. Come si legge sul New York Times, secondo i funzionari le carte aggiungono prove al fatto che l’amministrazione fosse consapevole della tossicità dell’aria intorno alle Torri Gemelle mentre lasciava credere al pubblico che non ci fosse alcun rischio e che in tutta la città si potesse respirare senza problemi. «La gente si è ammalata perché i leader di cui si fidavano hanno mentito, dicendo loro che potevano respirare tranquillamente aria tossica» ha detto Mamdani in conferenza stampa. Il deputato Jerry Nadler ricorda che lui e i colleghi che allora rappresentavano Ground Zero e i quartieri limitrofi avvertirono subito le autorità locali e federali, senza essere ascoltati, e sostiene che il Comune allora guidato da Rudy Giuliani avesse previsto le conseguenze a lungo termine sulla salute di migliaia di soccorritori e residenti.

I documenti resi pubblici sono comunque una parte piccola dei rapporti sulla qualità dell’aria a Ground Zero. Ben Chevat, direttore esecutivo di 9/11 Health Watch, ha ringraziato Mamdani per essere il primo sindaco che dopo venticinque anni comincia a rispondere alla domanda su cosa la città sapesse della nube tossica e da quando, e ha ricordato che quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l’aria sicura e accettabile. La consigliera comunale Gale Brewer ha parlato di un ottimo primo passo. Per un quarto di secolo, ha detto, i soccorritori, i sopravvissuti, le famiglie e chi a Lower Manhattan viveva, lavorava e andava a scuola hanno convissuto con le conseguenze sulla salute mentre restava inaccessibile la documentazione che spiegava come si fossero ammalati.

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