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04:55 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Come il fratello di Obama è diventato un troll pro-Trump

15 Dicembre 2016

Malik Obama, fratellastro del più celebre Barack, non solo ha fatto campagna per Donald Trump durante le ultime elezioni ma è anche diventato uno dei più noti troll trumpiani su Twitter, dove, con più di 100 mila follower, spesso posta foto di se stesso con indosso il cappellino con lo slogan «Make America great again», meme di Pepe the frog, e insulta pesantemente i liberal.

Nato in Kenya nel 1958 dallo stesso padre di Barack Obama e dalla sua prima moglie, Malik è immigrato negli Usa all’inizio degli anni Ottanta ed è poi diventato cittadino americano. I suoi rapporti con il celebre fratellastro sono stati a lungo inesistenti: i due si sono conosciuti per la prima volta nel 1985. Per un po’ sono andati d’accordo: Malik è stato testimone al matrimonio di Barack e Michelle, nel 1992, e ha celebrato la vittoria elettorale del 2008. Poi, intorno al 2013, Malik ha cominciato a sentirsi lasciato indietro dal fratellastro, e a farlo sapere ai quattro venti, rilasciando interviste. Alla fine della campagna elettorale del 2016, Donald Trump l’ha reclutato, volendolo tra gli ospiti dell’ultimo dibattito contro Hillary. Dopodiché Malik Obama s’è trasformato in una sorta di troll trumpiano su Twitter, dimostrando una familiarità insolita con il mezzo di comunicazione e con lo slang dell’alt-right.

Secondo BuzzFeed non si è trattato di un fenomeno spontaneo, ma di una trasformazione coadiuvata da Chuck Johnson, giornalista e noto troll trumpiano classe 1988 che è stato bannato da Twitter per incitamento all’odio razziale (la stessa cosa è successa al suo collega Milo Yannopoulos). «Come fa un immigrato keniota in età da pensione a maneggiare con tanta maestria tutti i tropi e i meme della cultura alt-right?», si domanda sul sito Joseph Bernstein, «l’unica cosa certa è che la risposta riguarda Chuck Johnson». È stato lo stesso Johnson infatti ad avere dichiarato su Facebook di avere insegnato «al mio amico Malik Obama» come usare il mezzo. Secondo alcuni tweeps dell’alt-right citati da Bernstein, potrebbe essere una sorta di piano per ritornare su Twitter dopo essere stato bannato.

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