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I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
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Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
In Israele sta iniziando a mancare l’acqua potabile perché Israele ha distrutto gli impianti di depurazione a Gaza Dal 7 ottobre 2023 i bombardamenti hanno distrutto il 90 per cento delle infrastrutture idriche e fognarie di Gaza. E adesso questo è diventato un problema anche per Israele.

Associated Press, Reuters, New York Times e Cnn hanno negato di essere stati avvertiti prima dell’attacco del 7 ottobre

10 Novembre 2023

Ieri HonestReporting, un’organizzazione non governativa che «monitora i media alla ricerca di pregiudizi contro Israele», ha pubblicato un’inchiesta secondo la quale fotografi di Gaza che lavorano con Associated Press, Reuters, New York Times e Cnn sarebbero stati presenti sui luoghi della carneficina perpetrata da Hamas il 7 ottobre sin dall’inizio. «La presenza al confine sin dalle prime ore del mattino di questi fotografi pone delle gravi questioni etiche», si legge nel primo paragrafo dell’inchiesta. Le gravi questioni etiche alle quali HonestReporting allude sono: questi fotografi sapevano che Hamas stava per attaccare Israele? Come hanno ottenuto questa informazione? E le agenzie di stampa e i quotidiani ai quali hanno poi venduto le loro fotografie – si tratta di freelance – erano a conoscenza di questi fatti? L’inchiesta è stata ripresa da moltissimi giornali di tutto il mondo ed è girata moltissimo anche sui social media. Tanto che il governo israeliano ha pubblicamente invitato Associated Press, Reuters, New York Times e Cnn a fare chiarezza: sapevate che questi fotografi erano presenti al confine tra Gaza e Israele sin da prima che cominciasse l’attacco di Hamas? Eravate forse a conoscenza delle intenzioni dei terroristi?

Le risposte dei quattro media outlet non si sono fatte attendere. Reuters ha immediatamente negato di essere stata a conoscenza del piano di Hamas, aggiungendo che «le fotografie pubblicate da Reuters sono state scattate due ore dopo il lancio del primo missile partito dalla Striscia verso il sud di Israele il 7 ottobre e più di 45 minuti dopo il rapporto di Israele secondo il quale i primi miliziani avevano attraversato il confine». Tutte le foto che Reuters ha pubblicato in quelle ore sono state scattate da freelance: «Non c’era nessun giornalista di Reuters presente sul posto in quel momento». Una risposta simile l’ha data anche Associated Press, che ha precisato che le foto da loro pubblicate sono state scattate «più di un’ora dopo l’inizio dell’attacco» e che nessun giornalista della testata era presente sul luogo in quel momento. AP ha anche precisato che «il nostro ruolo è quello di raccogliere informazioni sugli eventi che avvengono nel mondo, ovunque avvengano, anche quando questi eventi sono terribili e coinvolgono tantissimi morti». Associated Press ha anche detto di aver interrotto la collaborazione con Hassan Eslaiah, uno dei quattro fotografi chiamati in causa da HonestReporting, dopo che è stata diffusa una foto che lo ritrae accanto a Yahya Sinwar, uno dei leader di Hamas. Anche Cnn ha precisato di non avere più alcun rapporto con Eslaiah, oltre che di non essere mai stata a conoscenza delle intenzioni di Hamas di attaccare Israele.

Il New York Times ha definito le accuse arrivate dal governo israeliano false e offensive: l’ufficio del Primo ministro Netanyahu ha infatti definito i giornalisti «complici di crimini contro l’umanità» mentre Benny Gantz, membro del governo di guerra formatosi dopo il 7 ottobre, ha detto che i quattro fotografi «hanno scelto di assistere indifferenti mentre dei bambini venivano massacrati, cosa che li rende identici ai terroristi, e come terroristi andrebbero trattati». Con un comunicato stampa, il New York Times ha anche difeso «i fotogiornalisti freelance che lavorano in zone di guerra, il cui lavoro richiede loro di andare incontro al pericolo per fornire testimonianze oculari e raccontare notizie fondamentali. Questo è il ruolo fondamentale che alla libera stampa è affidato in tempi di guerra. Siamo profondamente preoccupati dal fatto che accuse infondate e minacce ai freelance impediscano a questi ultimi di svolgere un lavoro di pubblico interesse».

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