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07:37 giovedì 5 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

Fotografare la Corea del Nord

Si può raccontare per immagini questo Paese nonostante il rigido controllo su giornalisti e visitatori? La serie di un fotogiornalista italiano.

06 Settembre 2017

Una voce metallica e priva di entusiasmo annuncia l’avvenuto atterraggio. I pochi ospiti a bordo tirano un sospiro di sollievo: il traballante velivolo di epoca sovietica è riuscito, anche questa volta, a trasportare il suo consueto carico d’imprenditori cinesi, diplomatici europei ed eccentrici passeggeri internazionali sull’asfalto sgretolato dell’aeroporto di Pyongyang, Corea del Nord.

Un viaggio nella parte settentrionale della penisola coreana è un po’ come il primo bacio o il giorno in cui impari ad andare in bicicletta: tutto è nuovo, tutto è diverso. Nonostante la Repubblica Democratica Popolare di Corea sia una nazione relativamente moderna e sviluppata, il viaggiatore non può eludere la percezione che lo colpisce sin dai primi momenti dall’arrivo nella capitale: un mondo completamente diverso da quello conosciuto finora, una sorta di terra incognita fatta d’immensi alveari di cemento armato, vaste piazze deserte e bizzarre architetture totalitariste.

La Corea del Nord, con le sue strade ordinate e pulite, non è l’Africa nera e inesplorata e neanche l’India esotica e misteriosa, eppure nel grigiore urbano di Pyongyang, come in nessun altro luogo del mondo, si ha la sensazione di essere degli intrusi, talvolta graditi, all’interno di una realtà separata, in un universo orwelliano, che difficilmente può essere penetrato, interpretato o anche solo capito dal visitatore occasionale.

Si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia sugli stereotipi e le leggende metropolitane che circondano questo “Stato canaglia”, acerrimo nemico degli Stati Uniti e del Giappone, ultimo baluardo di una Guerra fredda ormai perduta, governato da un regime sempre più isolato e sprezzante di ogni pressione e influenza internazionale, salvo, forse, quella cinese. Dilungarsi sui cliché, più o meno veritieri, di cui l’immagine della Corea del Nord è satura, è cosa per tabloid scandalistici e non serve a granché. Quello che invece è importante osservare e raccontare sono i piccoli momenti quotidiani, i volti della gente e gli incontri fra persone, che, nascosti dietro la facciata di slogan e propaganda, costituiscono, in realtà, la parte più bella ed interessante del “Paese eremita”. Che sia lo sguardo di un vecchio pescatore di mitili sui moli di Wonsan, nell’est del Paese, o la grazia di una giovane ballerina in una scuola di Pyongyang, è ancora possibile, nonostante il rigido controllo sociale, catturare immagini che, forse, si avvicinavano alla realtà di un paese dove la verità è soltanto un’opinione.

Fotografie dell’autore.
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