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06:13 mercoledì 4 febbraio 2026
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Tutti parlano delle immagini della liberazione di due ostaggi israeliani diffuse da Hamas

24 Ottobre 2023

Sono immagini talmente incredibili che di primo acchito viene spontaneo pensare che siano state generate da un’intelligenza artificiale. E invece quelle immagini sono vere: lunedì 23 ottobre Hamas ha davvero liberato due degli oltre duecento ostaggi fatti prigionieri durante l’attacco del 7 ottobre. La liberazione è stata confermata ufficialmente anche dall’ufficio del Primo ministro israeliano, che ha rivelato l’identità delle due donne ritratte in quelle incredibili fotografie e in quel surreale video: Nurit Cooper, 79 anni, e Yocheved Lifshitz, 85 anni. Cooper e Lifshitz sono state portate immediatamente in ospedale per degli accertamenti, al momento non ci sono aggiornamenti sulle loro condizioni di salute.

Assieme alle dichiarazioni del governo israeliano sono arrivate anche quelle del portavoce delle brigate Ezzedin al-Qassam, le formazioni paramilitari che costituiscono il braccio armato di Hamas. Abu Ubaida ha detto che la liberazione delle due donne è stata decisa per «motivi umanitari». Cooper e Lifshitz sono anziane e le loro condizioni di salute precarie, ha spiegato Ubaida attraverso uno dei canali Telegram collegati ad Hamas. Per questo motivo, l’organizzazione terroristica ha deciso di liberarle. Restano ostaggi però i mariti delle due signore, loro coetanei, anche loro rapiti durante l’attacco al Kibbutz Nir Oz, vicino al confine tra Israele e Striscia di Gaza.

Dei più di duecento ostaggi attualmente prigionieri di Hamas e nascosti chissà dove nella Striscia, solo quattro sono stati liberati: Cooper e Lifshitz, appunto, e Judith Raanan e la figlia Natalie Raanan, cittadine israeliane e americane, anche loro liberate per «ragioni umanitarie» sulle quali Hamas non ha fornito ulteriori dettagli. Le immagini della liberazione di Cooper e Lifshitz, ovviamente, sono diventate il “contenuto” più commentato e condiviso sui social in queste ore. Resteranno, certamente, tra le immagini simbolo di questa guerra e di questa epoca: due anziane signore accompagnate verso l’ambulanza da due giovani uomini vestiti con abbigliamento tattico nero, passamontagna scuro in testa, simboli di Hamas sul petto, AK-47 appesi alla spalle. In altre parti del video, si vedono i terroristi che offrono alle due degli snack e una tazza di caffè. E, forse nel fotogramma che più di tutti ha colpito e stranito, una delle donne, prima di salire sull’ambulanza e ritornare in Israele, si prende un attimo per stringere la mano e ringraziare l’uomo che fino a un attimo fa era il suo rapitore e che resta il rapitore di suo marito.

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