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Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
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Ad Amsterdam saranno installate lungo i canali delle mini scale per aiutare i gatti che cadono in acqua Centomila euro che il Comune ha deciso di investire nella costruzione di quelle che tecnicamente si chiamano “scale per l’uscita della fauna selvatica”.
Dopo il litigio con il figlio Brooklyn, una canzone di Victoria Beckham di 25 anni fa è arrivata in cima alle classifiche inglesi A 23 anni dal lancio, "Not Such An Innocent Girl" raggiunge la vetta di ben due classifiche inglesi, grazie al pubblico litigio tra Victoria e David da una parte e il figlio Brooklyn dall'altra.
Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.

Alle europee la Finlandia ha detto qualcosa di sinistra

10 Giugno 2024

Uno dei classici della Seconda Repubblica era la reazione degli elettori di sinistra dopo l’ennesima vittoria di Berlusconi: prima veniva l’analisi della sconfitta e poi l’annuncio dell’imminente trasloco in un Paese elettoralmente affine. Negli anni si sono preannunciati esodi – mai verificatisi, poi – nella Spagna di Zapatero, nella Francia di Hollande, nella Grecia di Tsipras, nel Portogallo di António Costa. Adesso a questa lista si aggiunge anche la Finlandia, uno dei pochissimi Paesi d’Europa – assieme a Svezia e Danimarca, dove le cose sono andate in maniera abbastanza simile – che della già ribattezzata “onda nera” non ha subìto nemmeno gli schizzi. Anzi: la leader dell’Alleanza di Sinistra Li Andersson è stata la candidata più votata di tutta questa tornata elettorale finlandese. Ieri sera, intorno alle 20:30, quando non era stato scrutinato nemmeno il 60 per cento delle schede, Andersson aveva già battuto il record di preferenze – 157 668 – stabilito da Paavo Väyrynen del Partito di Centro. Finito il conteggio, le preferenze per Andersson sono state quasi 250 mila. «Sono sconvolta», ha commentato lei nelle numerose interviste concesse nelle ultime ore. 

Anche per i Verdi questa tornata elettorale è stata positiva: Ville Niinistö è stato eletto per un altro mandato al Parlamento europeo e si è detto soddisfattissimo del successo riscosso da Andersson. «Nelle elezioni parlamentari c’è stato il fenomeno Sanna Marin, in quelle presidenziali abbiamo assistito al fenomeno Pekka Haavisto [uno dei leader dei Verdi finlandesi, ndr] e adesso è arrivato il fenomeno Li Andersson. Nel successo del centro sinistra rientrano anche i due seggi al Parlamento europeo mantenuti dal Partito socialdemocratico e i due guadagnati, appunto, dall’Alleanza di Sinistra: si tratta di Merja Kyllönen, ex ministra dei Trasporti del governo Katainen, e Jussi Saramo, capogruppo del partito nel Parlamento finlandese. Detto questo, a “vincere” le elezioni europee è stato il Partito di Coalizione Nazionale dell’attuale Primo ministro Petteri Orpo, (centro destra, liberale, conservatore), votato da un quarto degli elettori. 

L’unico ad aver perso è Riikka Purra, leader dei Veri Finlandesi: il partito avrà soltanto un rappresentante nel prossimo Parlamento europeo. Siccome la globalizzazione ha interessato anche la politica, la scusa che hanno trovato i Veri Finlandesi, tra le altre cose partito smaccatamente euroscettico, è quella che stiamo sentendo ripetere anche agli euroscettici di casa nostra: «Ai nostri elettori non importa delle elezioni europee, anzi, le evitano proprio».

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