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C’è un problema di fake news su Messenger e WhatsApp

Sarà capitato a molti di ricevere link a bufale imbarazzanti attraverso app di messaggistica varie: può essere qualcuno del gruppo genitori su WhatsApp che fa girare la storia di una banda di rapitori di bambini, oppure un conoscente che ti contatta su Messenger per farti sapere che Riccardo Scamarcio è stato molestato da Asia Argento. Insomma, si parla tanto di fake news che si diffondono su Facebook, ma il problema è molto reale anche anche su Messenger e WhatsApp… con la differenza che, nel caso delle app di messaggistica, il fenomeno è meno visibile da un occhio esterno e che è ancora più difficile intervenire. Di questo tema si è occupata Sara Fischer, una Media Reporter per Axios.

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Fischer nota che le app di messaggistica vantano ormai miliardi di utenti: sia Messenger che WhatsApp ne hanno più di 1,2 a testa, per non parlare di quelle minori. Recentemente si sono verificate in varie parti del mondo vere e proprie «epidemie di fake news» diffuse su questi mezzi. Un esempio è quello della Catalogna, dove una serie di bufale hanno contribuito a esacerbare il clima, già tesissimo, a ridosso del referendum e della repressione successiva: stando al Washington Post, molto di questo materiale è girato proprio su WhatsApp, cosa che ha reso più complicato per i giornalisti rendersene conto. Anche in Kenia e in India, poi, si sono verificati casi simili. Mentre Facebook ha detto di volersi impegnare per bloccare le bufale, e in particolare quelle pericolose, intervenire sembra quasi impossibile per le app di messaggistica. «L’abilità di monitorare le fake news da parte di WhatsApp è una faccenda difficile, perché la crittografia end-to-end permette di leggere il messaggio soltanto a chi lo manda e a chi lo riceve», ha detto un rappresentante del Dipartimento di giustizia che segue la Cybersecurity. «Questo in pratica significa che WhatsApp non vede il contenuto».

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