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03:18 martedì 9 giugno 2026
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.

La locandina di Eddington, il nuovo film di Ari Aster, è un’opera d’arte, letteralmente

Il regista presenterà il film in anteprima mondiale al prossimo Festival di Cannes, in programma dal 13 al 24 maggio.

16 Aprile 2025

Uno dei film più attesi del prossimo Festival di Cannes è certamente Eddington di Ari Aster. Il titolo è il nome della città in cui è ambientata la storia: Eddington, New Mexico. L’anno è il 2020, il mese è maggio, c’è la pandemia, nella città di Eddington non si parla d’altro che dello scontro tra il sindaco (interpretato da Pedro Pascal) e lo sceriffo (Joaquin Phoenix, che torna a lavorare con Aster dopo Beau ha paura). Perché litigano? Perché non riescono a mettersi d’accordo su quale sia il corretto uso della mascherina – ve le ricordate, le mascherine? – per alcuni indispensabile dispositivo di protezione individuale, per altri simbolo della “dittatura sanitaria”. La sinossi del film non rivela granché, se non che la questione della mascherina diventerà «la scintilla che fa divampare il fuoco e porta gli abitanti della cittadina a scagliarsi gli uni contro gli altri». In attesa della prima a Cannes, bisogna accontentarsi del teaser trailer uscito il 14 aprile, dove scopriamo che nel film ci sono anche Emma Stone, che interpreta la moglie dello sceriffo, e Austin Butler, il parroco di Eddington i cui sermoni riscuotono un gran successo tra Instagram e YouTube.

Data la scarsità delle informazioni disponibili, i fan di Aster si sono messi a cercare indizi nella locandina del film. Come scrive Min Chen su Artnet, l’immagine che si vede nella locandina, che ritrae tre bisonti che precipitano in un crepaccio, è in realtà un’opera d’arte di David Wojnarowicz (un artista che è stato “riscoperto” negli ultimi anni, ne avevamo parlato qui) del 1989 che racconta anch’essa una pandemia. Si intitola Untitled (Buffalos), e in tanti la conoscono perché fu usata in passato anche dagli U2 per il singolo “One”. A Wojnarowicz l’idea venne dopo una visita al National Museum of American History di Washington, D.C. Durante quella visita, l’artista vide per la prima volta un diorama che mostrava una tecnica di caccia spesso usata dai Nativi americani: consisteva nel circondare un piccolo gruppo di bisonti e “spingerli” verso il più vicino crepaccio. Senza nessuna via di fuga, gli animali finivano per saltare nel vuoto, verso morte sicura. Wojnarowicz ha raccontato che quell’immagine gli sembrò subito una perfetta rappresentazione del modo in cui il governo degli Stati Uniti stava affrontando l’epidemia di Aids (lui stesso era malato di Hiv, malattia che aveva ucciso anche il suo compagno Peter Hujar): portando alla morte migliaia di persone.

La locandina di Eddington, il film che Ari Aster presenterà al prossimo Festival di Cannes

La locandina di Eddington, il film che Ari Aster presenterà al prossimo Festival di Cannes

Wojnarowicz scattò dunque una fotografia del diorama, stringendo l’inquadratura sul dettaglio dei tre bisonti che si lanciano nel vuoto e sviluppandola in bianco e nero. Divenne una delle immagini simbolo dell’epidemia di Aids negli Stati Uniti, assieme ad altre opere come (Silence=Death), anche questa del 1989, e Untitled (Face in Dirt), del 1991. Wojnarowicz è morto un anno dopo, a 37 anni, a causa della malattia. L’immagine dei bisonti compare anche sulla copertina originale del suo bellissimo memoir, Close to the Knife. A Memoir of Disintegration pubblicato nel 1991 e disponibile per la prima volta in italiano proprio a partire da questo aprile, nella traduzione di Chiara Correndo per Miraggi Edizioni, col titolo Sul filo della lama. Memorie della disintegrazione (si può acquistare qui).

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