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14:27 domenica 1 marzo 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.

Ebola negli Usa: 7 pazienti su 9 sono guariti

31 Ottobre 2014

S’è spesso detto che l’ebola ha una mortalità altissima, tra il 60 e il 70 per cento. Qualcuno però comincia a chiedersi se, quando viene diagnosticata in tempo e curata in strutture di alto livello, la malattia possa essere molto meno letale.

Finora infatti negli Stati Uniti si sono verificati nove casi noti di ebola: di questi nove pazienti, curati in ospedali all’avanguardia, sette sono guariti, uno è deceduto, mentre uno è ancora in fase di cura. La rivista The New Republic ha messo a punto questa tabella per riassumere la situazione:

Per il momento dunque, fa notare il giornalista Jonathan Cohn, il tasso di sopravvivenza negli Stati Uniti sembra piuttosto alto. A questo bisogna aggiungere che l’unico paziente finora deceduto, Thomas Duncan, ha ricevuto cure mirate quando ormai la malattia era giunta ad una fase avanzata. Quando Duncan si era presentato all’ospedale con i primi sintomi (febbre alta e dolori) i medici non erano riusciti a diagnosticare correttamente il problema. Soltanto quando il paziente è tornato con i classici sintomi di una febbre emorragica (vomito e diarrea) hanno capito che si trattava di ebola. I malati che invece sono sopravvissuti hanno ricevuto cure mirate fin dai primi stadi.

«Quando i pazienti ricevono una diagnosi precoce, hanno una migliore possibilità di rispondere alle varie terapie attualmente disponibili», sostiene Cohn. «Queste includono farmaci sperimentali anti-virali, come ZMapp, e trasfusioni di sangue dei sopravvissuti di Ebola che contengono anticorpi al virus».

Il giornalista, certo, mette le mani avanti: il tasso di sopravvivenza relativamente alto dei pazienti americani potrebbe dipendere da una serie di fattori, come l’età. Inoltre si tratta di un campione troppo piccolo per saltare a conclusioni, e magari illudersi che cure appropriate possano salvare tutti coloro che sono contagiati dal virus.

Ma alcuni esperti sono convinti che, con le giuste cure, sia possibile salvare la maggioranza dei pazienti, forse anche il 90 per cento di loro. «Se i pazienti ricevono una diagnosi tempestiva e una terapia di supporto aggressiva, che inclusa un sostegno al reintegro dei liquidi, elettroliti e sangue, ben il 90 per cento dovrebbe sopravvivere», ha scritto Paul Framer, un ricercatore di Harvard specializzato in malattie infettive, sulla London Review of Books. «Una diagnosi di ebola non deve essere una sentenza di morte».

Inutile dire però che in Africa occidentale, dove si trova l’epicentro dell’epidemia, il tasso di sopravvivenza dei malati è stato molto inferiore al novanta per cento. Colpa della mancanza di medicinali, certo, ma anche delle condizioni in cui versano le strutture, dove il personale medico spesso non ha gli strumenti adatti alle diagnosi, per non parlare della propria stessa protezione. Se davvero si vuole fermare il virus,  conclude Cohn, bisognerà cominciare a migliorare le condizioni degli ospedali africani.

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