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Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
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L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
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L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
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Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

L’uscita di Dune 2 potrebbe essere rimandata a causa dello sciopero degli attori

21 Luglio 2023

Le conseguenze dello sciopero indetto da Sag-Aftra – il sindacato degli attori di Hollywood – cominciano a farsi sentire. Lo avevamo anticipato qui: se gli attori non partecipano alle anteprime e alle prime, se non posso prendere parte ai tour promozionali e agli eventi con il pubblico, perché mai i produttori dovrebbero far arrivare un film nelle sale? È la preoccupazione che in questi giorni, come riporta Variety, sta convincendo Warner Bros. a posticipare la distribuzione di Dune: Parte 2 all’anno prossimo. L’uscita del film, infatti, al momento è prevista per il 3 di novembre negli Usa (l’1 in Italia) ma, stando alle previsioni di moltissimi esperti del settore e addetti ai lavori, c’è il serio rischio che per quella data lo sciopero degli attori sia ancora in corso. Se Timothée Chalamet e Zendaya non potessero davvero partecipare alla campagna promozionale né alle anteprime/prime del film, il rischio per la casa di produzione sarebbe troppo grande. Soprattutto per un film la cui realizzazione, senza considerare le spese di marketing, costerà intorno ai 150 milioni di dollari.

Questa indiscrezione ripresa da Variety è un’ulteriore conferma dei timori che iniziano a serpeggiare tra i dirigenti degli studios hollywoodiani. Lo sciopero degli attori – e quello degli sceneggiatori, che prosegue dallo scorso 3 maggio – potrebbe durare a lungo, l’accordo tra le parti (Sag-Aftra e Amptp, l’associazione che rappresenta studios e piattaforme) è ancora lontanissimo, novembre non è così lontano, invece. E nemmeno dicembre, tanto che, sempre secondo Variety, Warner Bros. starebbe pensando di rimandare l’uscita di altri due titoli importanti, attesi nelle sale per la fine di quest’anno. Si tratta di The Color Purple, film alla cui realizzazione ha partecipato anche Oprah Winfrey in qualità di produttrice, e il sequel di Aquaman (anche se forse, in quest’ultimo caso, da Warner vogliono solo prendere tempo e permettere al pubblico di dimenticarsi di The Flash). L’arrivo nelle sale americane di questi due film era prevista, rispettivamente, per il 20 e il 25 dicembre: ora si parla, anche nel loro caso, di 2024.

E non è solo Warner Bros. a fare queste riflessioni in questi giorni. Disney sta considerando di posticipare l’uscita di The Marvels, nuovo capitolo dell’infinita saga Marvel, attualmente prevista per il 10 novembre. Lionsgate vorrebbe prendere ancora un po’ di tempo prima di decidere se far uscire il reboot di The Hunger Games (The Ballad of Songbirds & Snakes) il 17 novembre o più in là, nel 2024. Lo stesso discorso vale anche per Columbia Pictures, di proprietà di Sony, che il 22 novembre ha in calendario l’uscita del Napoleone di Ridley Scott e Joaquin Phoenix. Queste date restano per il momento confermate, ma nessuno si sente di confermarle davvero con lo sciopero in corso. La soluzione, ovviamente, è una sola: trovare un accordo che garantisca ad attori e sceneggiatori un più equo compenso e migliori condizioni lavorative.

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