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20:48 sabato 4 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

Che cos’è il “doomscrolling” e come evitarlo

16 Luglio 2020

«Annegare lentamente dentro delle specie di sabbie mobili emotive abbuffandosi di notizie negative» è diventato così comune che ora c’è un termine per definirlo: si chiama “doomscrolling” e ne ha scritto Brian X. Chen sul New York Times, osservando come, secondo alcuni dati raccolti da ricercatori, durante il lockdown il nostro tempo davanti allo schermo del telefono è aumentato di almeno il 50 per cento. «Ti svegli alle 6 e inizi a leggere. Cattive notizie seguono cattive notizie. I casi di Coronavirus continuano a salire, così come i decessi. I bambini non possono tornare a scuola. Il tuo ristorante e barbiere preferiti sono ancora chiusi. Le persone stanno perdendo il lavoro. È tutto terribile. Il mondo come lo ricordiamo è finito. Quando riemergi sono le 9 del mattino. Non sei ancora uscito dalla tua fossa di disperazione per fare la doccia. Ripeti questo esercizio masochistico durante la pausa pranzo – e ancora mentre ti prepari per andare a letto», così il giornalista descrive la drammatica esperienza del doomscrolling, che combinato con la dipendenza dallo schermo, potrebbe avere un impatto significativo sul nostro benessere mentale e fisico, rendendoci ansiosi, depressi, improduttivi e meno connessi con i nostri cari e noi stessi.

Le notizie su quello che accade nel mondo e nel nostro Paese sono una parte indispensabile della nostra vita quotidiana. È come col cibo: abbiamo bisogno di nutrirci per vivere, ma se mangiamo troppo e male otteniamo l’effetto contrario. Invece di un alleato, che ci fornisce energia, il cibo diventa un nemico, in grado di causare problemi psicologici e fisici a breve e lungo termine. Come se ne esce? Chen riporta i suggerimenti di Adam Gazzaley, neuroscienziato e coautore del libro The Distracted Mind: Ancient Brains in a High-Tech World. Per resistere a questa sorta di overdose da informazioni bisogna creare una specie di “dieta”, un piano per controllare l’introito di news negative che assumiamo quotidianamente, proprio nello stesso modo in cui si crea un programma alimentare per perdere peso. Il secondo step è quello di creare un piano da ripetere fino a quando non diventa un’abitudine. Gazzaley consiglia di iniziare fissando gli appuntamenti del calendario per qualsiasi cosa, anche per le attività banali come fare una passeggiata fuori, alle questioni lavorative come le riunioni in videoconferenza, e ritagliare tra tutte queste attività determinati momenti per leggere le notizie, prestando attenzione a mantenerli isolati e ben definiti. Ad esempio, se abbiamo notato che leggere le notizie durante la nostra pausa pranzo ci fa soffrire, meglio utilizzare quel tempo per una passeggiata intorno all’isolato o per cucinare.

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