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Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Su Wikipedia c’è un lungo dibattito sulla voce “OK Boomer”

23 Dicembre 2019

Nell’universo Wikipedia, sono bastate due parole per dare inizio a uno scontro generazionale tra i redattori dell’enciclopedia online: OK Boomer. Eppure, non è nulla di sanguinario: sin da quando hanno iniziato ad avvertire la necessità di dedicare all’espressione una pagina Wikipedia (la prima versione è stata redatta lo scorso 4 novembre), il problema è stato circoscrivere l’età a cui indirizzare la frase. Coloro che mirano a fare chiarezza, però, sembrano essere solo i redattori più piccoli.

Come ricorda Slate, l’enciclopedia è stata conosciuta in passato per la sua famigerata “edit war“, una guerra all’ultima modifica a opera dei vari utenti, che spesso tentano di far prevalere la propria versione annullando quanto scritto precedentemente da qualcun altro. Nel caso di “OK Boomer” però «non vi è nessun bagno di sangue perché le variazioni sono state fatte, e vengono fatte, attraverso un processo editoriale generalmente rispettoso», scrive Stephen Harrison. Il merito, dice, sarebbe dei redattori più giovani che, preoccupati che una definizione errata dell’espressione possa mettere i ragazzi sotto una cattiva luce, cercano di essere il più precisi possibile, eliminando inoltre gli atti di vandalismo da parte dei redattori più adulti. Nelle scorse settimane infatti, alcuni di questi avevano inserito alla voce “OK Boomer” il termine “ageist”, veicolando l’idea che l’espressione venisse usata in modo denigratorio dai giovani verso i più anziani.

Il fatto che siano redattori adolescenti a occuparsi pacificamente delle modifiche, aprendo il dibattito negli spazi dedicati alle discussioni, è interessante. «Ciò che a loro importa è capire a chi si debba riferire “OK Boomer”, poiché sono stati in molti ad aver notato che sia regolarmente indirizzata ai membri della Gen X (tra il 1965 e il 1980), che non rientrano nella definizione di Baby Boomer (tra il 1945 e il 1964)», continua Harrison. Lo farebbero ai fini della chiarezza e della conoscenza pubblica. «Nutro un notevole rispetto per le persone più anziane, e non capisco perché un’espressione divertente debba dipingerci come un branco di arroganti. La diciamo in generale, anche tra di noi, e non per insultare una generazione», ha detto Michael Frank, l’utente che ha creato la voce a novembre, nonché il collaboratore più prolifico della pagina, con 118 modifiche fino a oggi. Ha 15 anni.

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