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L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
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La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
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Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.

Un libro racconta la storia del poeta che ispirò Delitto e castigo

11 Novembre 2021

In The Sinner and the Saint, Kevin Birmingham (già autore di un volume in cui analizzava l’Ulysses di Joyce) racconta le vicende che portarono Dostoevskij a scrivere Delitto e castigo, la cui pubblicazione ha segnato un punto di svolta sia per l’autore che per la storia del romanzo. Come riporta il New York Times, Birmingham analizza la biografia di Fyodor Dostoevsky: «Stava entrando nella fase più bella della sua carriera», scrive infatti riferendosi al periodo de L’idiota, I demoni e I fratelli Karamazov.  Secondo Birmingham, Dostoevsky non era un narratore schematico come viene dipinto, di solito partiva invece da frammenti di conversazione, la voce di una persona, un’immagine memorabile: l’intenzione del biografo è quella di mettere il focus sull’ispirazione di Delitto e castigo, il “poeta-assassino” Pierre-François Lacenaire, di cui Dostoevskij venne a conoscenza nel 1861. Famoso per essere un assassino e viveur, dopo un omicidio, racimolato il magro bottino con un suo complice, si regalò una cena e poi uno spettacolo. «Quello è stato un grande giorno per me», ha ricordato in seguito Lacenaire, «ho respirato di nuovo».

Lacenaire era un personaggio alquanto contraddittorio: una strana combinazione di spocchia e dissolutezza, si dice leggesse Il contratto sociale di Rousseau mentre aspettava sul pianerottolo di un appartamento una delle sue vittime. C’è da precisare che Raskol’nikov di Delitto e castigo non è letteralmente Lacenaire, nonostante anch’egli commetta un duplice omicidio e cerchi di convincersi come i proventi possano essere usati per un uso altruistico: dove Lacenaire era freddo e imperturbabile, Raskol’nikov è tormentato e confuso, indeciso tra idee e impulsi.

Birmingham indaga così la vita sorprendente e imprevista di Dostoevskij: dopo il clamore di Povera gente del 1846, fu poi messo alla gogna dalla critica per Il sosia, venne arrestato tre anni dopo per reati politici contro lo stato e quasi ucciso, quindi verrà spedito in Siberia, dove conoscerà la povertà di cui prima aveva solo scritto. Affascinato dagli assassini e dalle loro storie, lo scrittore era ipnotizzato dai loro racconti, sempre in bilico tra il vantarsi e l’impotenza di qualche istante dopo, oscillazione che Dostoevskij conosceva bene. In esilio per una decina d’anni, tornò a San Pietroburgo per scrivere Delitto e castigo, assemblato in condizioni di estrema difficoltà finanziaria, che Birmingham interpreta come se lo scrittore stesse «essenzialmente alzando la posta, corteggiando la rovina totale». 

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